
In Corte d’Assise l’esame di Anna Gammella ed Emanuele Savino. Al centro le condizioni della neonata Aurora prima della morte e le cure praticate in casa. Prossima udienza il 3 dicembre
Santa Maria a Vico. Udienza particolarmente lunga davanti alla Corte d’Assise di Santa Maria Capua Vetere, presieduta da Marcella Suma, con giudice a latere Maria Compagnone, nel processo a carico di Anna Gammella ed Emanuele Savino, accusati di maltrattamenti e omicidio della figlioletta Aurora, morta il 2 settembre 2023, a poche settimane dalla nascita a Santa Maria a Vico.
Entrambi gli imputati si sono sottoposti all’esame delle parti processuali, rispondendo alle domande del pubblico ministero Stefania Pontillo e dei difensori. Al centro dell’udienza le condizioni della neonata nei giorni precedenti al decesso, le ustioni riportate durante un bagnetto e i lividi riscontrati sul suo corpo.
Le dichiarazioni della madre sulle condizioni di Aurora
La madre ha ammesso di non aver mai portato Aurora da un medico, nemmeno dopo la comparsa di un evidente livido vicino all’occhio o delle ustioni. Ha spiegato di aver utilizzato rimedi domestici, tra cui Connettivina e strutto, ritenendo che le lesioni stessero migliorando.
«Non pensavo che mia figlia fosse in pericolo di vita», ha dichiarato Gammella, ricostruendo anche le ultime ore della bambina. La donna ha riferito di aver notato un respiro affannoso, senza tuttavia richiedere l’intervento dei sanitari. Ha poi ribadito: «Io non ho ucciso mia figlia».
In aula anche il padre: le domande sulle condizioni familiari
Anche Emanuele Savino ha risposto alle domande, parlando della propria dipendenza dalle sostanze stupefacenti e delle difficoltà familiari. L’imputato ha ammesso di fare uso di crack anche all’interno dell’abitazione, isolandosi frequentemente in bagno. Nel corso dell’esame sono stati approfonditi anche gli episodi relativi all’ematoma nella zona dell’occhio sinistro, alle ustioni e alle ecchimosi sull’addome della piccola.
Secondo quanto riferito da uno dei legali presenti all’udienza, entrambi i genitori hanno illustrato le cure praticate autonomamente, sostenendo di aver riscontrato un progressivo miglioramento delle lesioni. Una circostanza che, secondo le loro dichiarazioni, li avrebbe indotti a non ritenere necessario il ricorso all’ospedale.
Resta centrale nell’accertamento giudiziario la ricostruzione delle condizioni della neonata e delle responsabilità individuali dei due imputati, che devono ancora essere accertate dalla Corte.
Nel collegio difensivo figurano gli avvocati Carlo Perrotta, Davide Pascarella e Alessio Ruoppo per gli imputati. Sono inoltre presenti l’avvocato Maria Rosaria Genovese, in qualità di curatore minorile, e l’avvocato Clara Niola per l’associazione CAM Telefono Azzurro.
Il processo proseguirà il 3 dicembre
Il processo è stato aggiornato al 3 dicembre, quando è prevista un’udienza filtro per l’eventuale acquisizione di ulteriore documentazione e la calendarizzazione delle discussioni delle parti.
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