
Caserta. La presunta riconducibilità ad associazioni di tipo mafioso è al centro di due proposte di sorveglianza speciale avanzate dal Questore di Caserta nei confronti di soggetti ritenuti socialmente pericolosi. Per entrambi è stato chiesto anche l’obbligo di soggiorno nel comune di residenza. Le proposte, che dovranno essere valutate dall’autorità giudiziaria competente, rientrano nell’attività di prevenzione svolta dalla Divisione Anticrimine della Questura.
Nel corso dell’ultima settimana, sulla base degli accertamenti condotti dagli uffici, il Questore ha inoltre emesso 42 avvisi orali, un provvedimento di D.A.C.Ur. – il divieto di accesso alle aree urbane – e tre ammonimenti per atti persecutori e violenza domestica.
L’attività punta a intervenire sulle condotte considerate socialmente pericolose e a tutelare la sicurezza pubblica, attraverso misure di prevenzione che si affiancano ai controlli sul territorio e agli interventi degli uffici della Questura. In questo quadro, le proposte di sorveglianza speciale rappresentano uno degli strumenti impiegati nei confronti di persone ritenute pericolose sulla base degli elementi raccolti.
Il riferimento alla possibile appartenenza o vicinanza a gruppi di tipo mafioso riguarda, allo stato, la valutazione posta a fondamento delle proposte preventive: non equivale a una condanna e dovrà essere sottoposto al vaglio dell’autorità giudiziaria. Sarà quindi il giudice a esaminare gli elementi acquisiti e a decidere sull’eventuale applicazione delle misure richieste.
Parallelamente, la Divisione Anticrimine ha istruito i provvedimenti individuali adottati dal Questore, mentre l’Ufficio Immigrazione ha curato gli interventi di propria competenza. L’azione della Polizia di Stato prosegue così su più fronti, con l’obiettivo di prevenire situazioni di rischio e contrastare le forme di illegalità presenti sul territorio casertano.

