
Caserta/Casaluce. Il processo per la presunta frode sui crediti d’imposta legati ai bonus edilizi si sposta a Roma. Alla prima udienza davanti al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, il collegio ha accolto un’eccezione sulla competenza territoriale e disposto la trasmissione degli atti alla Procura capitolina. Il procedimento dovrà quindi ripartire nella Capitale e non è stato deciso nel merito.
Secondo l’accusa, le richieste per ottenere i crediti sarebbero state trasmesse da uno studio di commercialisti nel centro di Caserta. L’inchiesta ipotizza un sistema fondato su lavori di ristrutturazione ed efficientamento energetico mai eseguiti, per un giro di operazioni di circa 16 milioni di euro e un danno erariale stimato in oltre cinque milioni.
Tra gli imputati c’è il commercialista casertano Pietro Maciariello, accusato di avere certificato documentazione ritenuta falsa e apposto il visto di conformità sulle pratiche. I crediti, una volta ottenuti, sarebbero stati ceduti a terzi. Gli interventi risultavano dichiarati anche su immobili appartenenti a persone o società estranee alla vicenda, spesso ignare delle pratiche e senza lavori eseguiti.
Tra gli episodi contestati figura quello di Casaluce: su un edificio sarebbe stato dichiarato un credito di 805.799 euro, poi ceduto per 245.799 euro alla società Edil Vitulazio Srl. Altri crediti, tra 280mila e 511mila euro, riguarderebbero imprese tra Nola, Termoli e le province di Napoli, Salerno e Avellino.
Oltre a Maciariello, sono coinvolti Emilio Martino, Carmine Testa, Felice Iorio, Vito Marantino, Rosaria Funelli, Antonio Sensitivo, Argia Di Vincenzo, Nicola Costantino, Maria Vitiello, Teresa Paladino, Alberto Musto, Franco Palazzo, Giovanni Carandente, Massimiliano Guerriero, Raffaele Augusto e Gisleno Masullo. Per tutti l’accusa è di truffa aggravata ai danni dello Stato; per alcuni è contestata anche la recidiva reiterata.
Il trasferimento è stato disposto in riferimento alle operazioni dell’Agenzia delle Entrate e alla sede centrale dell’amministrazione finanziaria a Roma, anche sulla base di un orientamento della Cassazione. Gli imputati sono da considerarsi innocenti fino a sentenza definitiva.

