Pizzo all’imprenditore, verdetto per 6: stangata per figlio del boss

Casal di Principe. Una condanna a 7 anni e 4 mesi di reclusione per Francesco Panaro, figlio di Nicola e nipote di Sebastiano Panaro, cugino del boss “Sandokan”. È la decisione della terza sezione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, presieduta da Giuseppe Meccariello, al termine del processo per le accuse di estorsione, associazione mafiosa e detenzione illegale di armi.

I giudici hanno riconosciuto Panaro responsabile di associazione a delinquere di stampo mafioso, ma hanno riqualificato la sua posizione: da capo promotore, come contestato dalla Direzione distrettuale antimafia, a semplice partecipe. La Dda aveva chiesto per lui una condanna a 18 anni.

Panaro è stato invece assolto dall’accusa di estorsione aggravata dal metodo mafioso e da quella di detenzione illecita di armi, contestata con l’aggravante dell’agevolazione mafiosa.

Assolti anche Giuliano Martino, che rispondeva di estorsione aggravata, e Mirko Ponticelli, Raffaele Maiello e Mario Iavarazzo. Nel procedimento era coinvolto inoltre Maiello, collaboratore di giustizia.

Secondo la ricostruzione del sostituto procuratore della Dda di Napoli Vincenzo Toscano, gli imputati avrebbero minacciato e costretto un imprenditore edile a consegnare 50mila euro per evitare ulteriori problemi.

 

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