Arma contro vicini, feriti padre e figlio: aggressore nei guai

CESA. Una discussione tra vicini, poi l’aggressione e la fuga. A distanza di alcuni mesi dai fatti, arriva il primo esito giudiziario sulla vicenda che aveva coinvolto Francesco Berni e suo figlio Eugenio, feriti a Cesa.

Il Gup del Tribunale di Napoli Nord, dottoressa Giuliano, ha condannato Francesco Raiano, 33 anni, originario di Sant’Antimo, a 2 anni, un mese e 10 giorni di reclusione. L’uomo è stato giudicato con rito abbreviato, una scelta che consente, in caso di condanna, la riduzione della pena.

Secondo la ricostruzione, Raiano abitava nello stesso stabile delle persone offese ed era sottoposto agli arresti domiciliari per questo episodio. Dopo una discussione, avrebbe aggredito Francesco Berni e il figlio Eugenio con un’arma atta a offendere, provocando loro ferite tali da rendere necessario il trasporto urgente in ospedale in ambulanza.

Dopo l’aggressione, l’imputato si sarebbe allontanato, facendo perdere temporaneamente le proprie tracce. Le ricerche dei Carabinieri della Stazione di Cesa si conclusero con il suo arresto.

Raiano, difeso dall’avvocato Rita Crispino, ha chiesto di essere giudicato con il rito abbreviato. La condanna è stata pronunciata per il reato di lesioni gravi e aggravate.

Le persone ferite si sono costituite parte civile nel procedimento, assistite dall’avvocato Vincenzo Guida. Il giudice ha disposto anche la condanna dell’imputato al risarcimento dei danni in favore delle persone offese. La quantificazione del risarcimento dovrà essere definita nelle sedi competenti.

La sentenza rappresenta il primo passaggio giudiziario per una vicenda nata da una lite tra persone che vivevano nello stesso edificio e culminata con il ferimento di padre e figlio.

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