Videochiamate e telefonate, al setaccio 88 contatti con autista e fratello del ras

CASAPESENNA. Le modalità di comunicazione e la rete di conoscenze di Raffaele Nobis sono tra gli elementi approfonditi dai carabinieri del Nucleo investigativo di Caserta nell’inchiesta che coinvolge anche Costantino Garofalo. Secondo la ricostruzione degli investigatori, i due avrebbero limitato le conversazioni allo stretto necessario, privilegiando le videochiamate, considerate più sicure, e utilizzando espressioni prudenti e riferimenti poco espliciti.

Nobis è fratello di Salvatore, soprannominato Scintilla e indicato come figura di rilievo del clan Zagaria. La Dda di Napoli gli attribuisce un ruolo operativo all’interno del gruppo negli ultimi due anni: avrebbe partecipato ad attività illecite insieme a Garofalo, fidanzato di sua figlia. Entrambi si trovano in custodia cautelare in carcere nell’ambito del procedimento che, la scorsa estate, ha portato a otto fermi.

Gli accertamenti sui rapporti di Nobis hanno riguardato anche interlocutori estranei a questa indagine, tra cui Antonio De Rosa e Cipriano Licenza.  Con De Rosa, ritenuto autista del fratello di Nobis, partire dal 27 ottobre 2023, risultano 88 contatti telefonici, oltre a inviti di Nobis a raggiungerlo nella sua abitazione. I carabinieri interpretano tale familiarità come un ulteriore elemento a sostegno dell’ipotesi di appartenenza di Nobis al sodalizio.

De Rosa era stato arrestato a marzo in un diverso procedimento relativo alla fazione Zagaria, nel quale erano coinvolti anche Carmine e Antonio, fratelli di Michele Zagaria, detto Capastorta. L’accusa di associazione mafiosa lo indicava, insieme a Giuseppe Granata, come referente di Carlo Bianco, che avrebbe affiancato nelle attività illecite e nel controllo del territorio. In quella vicenda, il Riesame ha annullato le misure cautelari nei suoi confronti.

Per Raffaele Nobis, il Riesame ha annullato la misura cautelare relativa all’associazione mafiosa, mantenendola per le altre contestazioni. Tutti gli indagati sono presunti innocenti fino a un’eventuale condanna definitiva.

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