
CASAL DI PRINCIPE. Si ferma, per il momento, il rilascio di un’abitazione occupata da una famiglia con figli minorenni. Il Tar del Lazio ha disposto la sospensione urgente del provvedimento, permettendo al nucleo familiare di rimanere nella casa in attesa della trattazione collegiale fissata per il 4 novembre.
La vicenda nasce dall’ordine dell’Agenzia nazionale dei beni confiscati, che aveva assegnato un termine di 120 giorni per lasciare l’immobile. Contro questa disposizione è stato presentato un ricorso che mette in discussione, anzitutto, l’inclusione dell’abitazione tra i beni oggetto di confisca definitiva.
Secondo la ricostruzione della difesa, infatti, il provvedimento definitivo avrebbe interessato esclusivamente due automobili Fiat 500, senza comprendere la casa. Il legale sostiene inoltre che i proprietari non siano coinvolti nel procedimento penale e che la costruzione dell’immobile sia stata finanziata con denaro di provenienza lecita.
Un ulteriore punto sollevato nel ricorso riguarda l’iter amministrativo: viene contestata l’assenza della comunicazione di avvio del procedimento.
Ad accogliere l’istanza urgente è stato Roberto Politi, presidente della prima sezione del tribunale amministrativo. Nella valutazione ha assunto rilievo il rischio per la famiglia di dover abbandonare l’abitazione principale prima dell’esame collegiale.
Lo stop ha carattere temporaneo e non costituisce una decisione sulla fondatezza delle contestazioni. Il prossimo passaggio è previsto per il 4 novembre, quando il collegio esaminerà la richiesta e definirà gli ulteriori sviluppi della controversia.

