
Marcianise. «Tanto io mi ci devo incontrare stasera, dobbiamo chiudere quel pagamento». È Camillo Belforte a pronunciare queste parole nel dialogo con Dante Salzillo del 1° luglio 2025, riportato negli atti dell’inchiesta. Nelle conversazioni, secondo la ricostruzione investigativa, i due parlano di contatti, forniture e lavori legati a importanti opere pubbliche.
Salzillo cita una persona non identificata nel testo trascritto e riferisce: «Fanno gli impianti di… ha detto, ha detto… io li vado cercando, mandamelo subito stamattina, mandamelo in diretta». Belforte gli chiede: «Per il resto tutto bene a te?». Salzillo risponde: «Ora ti faccio vedere chi è questo… chi è questo?». E, indicando una terza persona, aggiunge: «Questo qua deve fare la diga di Campolattaro, cinquecento milioni di euro… questo è il numero uno». Belforte commenta: «Sono forti… stanno forte».
Nel prosieguo, Salzillo torna sul nome di un ingegnere. Belforte dice: «Con la effe… ha detto Ferrelli». Salzillo corregge: «No… emme Ferroni». Poco dopo fa riferimento a “Gaudiano” e prospetta a Belforte un possibile incarico: «Se quello ingrana Gaudiano tu lo metti là e fai là… tu hai risolto tutta la vita tua, perché là diventa un salvadanaio… tu metti che… a novanta giorni, a ottanta giorni tu prendi i soldi, poi è a ciclo continuo».
Le frasi sono riportate nell’istanza cautelare, che attribuisce al dialogo un significato investigativo nel quadro dei rapporti con soggetti e imprese coinvolti nei cantieri. Gli atti indicano Belforte come punto di contatto per favorire, secondo l’ipotesi accusatoria, l’ingresso di interessi riconducibili al clan in lavori della Tav Napoli-Bari attraverso società formalmente intestate a prestanome. Si tratta di contestazioni e valutazioni investigative che dovranno essere verificate nel corso del procedimento.
Camillo Belforte, classe 1980, detto “Pisciello”, è figlio di Domenico, alias “Mimi Mazzacane”, indicato negli atti come fondatore e reggente del clan Belforte. È indagato a piede libero. Dante Salzillo è invece destinatario della misura cautelare degli arresti domiciliari. La posizione di entrambi resta soggetta alle valutazioni della magistratura e al principio di presunzione di innocenza.

