
Orta di Atella. Una partecipazione estremamente ridotta ha accompagnato i funerali di Salvatore Calignano, l’operaio di 61 anni morto a Caivano dopo essere precipitato dal tetto di un capannone. Le esequie si sono svolte ieri a Orta di Atella, in un clima segnato dalla scarsa presenza di cittadini e rappresentanti delle istituzioni. Tra le possibili spiegazioni dell’assenza di pubblico, alcuni presenti hanno indicato l’allerta meteo e l’orario della cerimonia. Tuttavia, sarebbe emersa anche un’altra ipotesi: la partecipazione ai funerali sarebbe stata considerata da alcuni un gesto di contrapposizione nei confronti dei titolari dell’impresa per cui lavorava la vittima. Una posizione che, secondo quanto riferito, sarebbe stata motivata con l’argomento che l’azienda “dà da mangiare a tanta gente”.
A rendere omaggio a Calignano sono stati il Commissario prefettizio di Orta di Atella, l’assessore del Comune di Cardito Luigi Iorio, il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli, una delegazione di Europa Verde composta da Virna Paribello, Francesco Mincione e Rosario Pugliese, oltre all’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia della vittima. Proprio Borrelli ha criticato duramente la scarsa partecipazione alle esequie, richiamando l’attenzione sulla necessità di tradurre le dichiarazioni a sostegno dei lavoratori in gesti concreti.
“Ci riempiamo continuamente la bocca con affermazioni solenni e proclami sulla difesa dei diritti dei lavoratori e sulla sicurezza, e poi non ci mettiamo nemmeno la faccia e non andiamo neanche ai funerali di chi muore di lavoro e di sfruttamento” affermato il deputato Francesco Emilio Borrelli.
“È intollerabile assistere al silenzio di una comunità e delle istituzioni di fronte al ricatto morale di chi giustifica il lavoro nero e la mancanza di tutele perché ‘si dà da mangiare’. Le parole di circostanza non bastano: essere presenti di persona in questi momenti è un dovere morale e civile. Chi tace di fronte a queste tragedie o cede all’intimidazione sociale diventa complice. Le morti sul lavoro, in nero e senza tutele, non sono fatalità, ma veri e propri omicidi su cui servono risposte severe, coraggio e la presenza fisica di tutti noi al fianco delle vittime”. Ha concluso il deputato.
Le parole del parlamentare riaccendono così il dibattito sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, sulla tutela dei lavoratori e sulla responsabilità collettiva di fronte alle morti sul lavoro, sottolineando come la solidarietà alle vittime e alle loro famiglie debba tradursi anche in una presenza concreta nei momenti più dolorosi.

