Rogo di Airola, il sindaco di Santa Maria a Vico rassicura: «Si può iniziare la raccolta delle olive»

Rogo di Airola e raccolta delle olive a Santa Maria a Vico

Andrea Pirozzi interviene dopo la pubblicazione dei risultati dei controlli ambientali. Il quadro nella Valle di Suessola viene descritto come rassicurante, in attesa dei certificati conclusivi

SANTA MARIA A VICO. A poco più di un mese dal rogo divampato nell’area industriale di Airola, arrivano parole rassicuranti per gli agricoltori della Valle di Suessola. Il sindaco di Santa Maria a Vico, Andrea Pirozzi, è intervenuto dopo la pubblicazione dei risultati dei controlli ambientali, sostenendo che nella zona non si sarebbero verificati fenomeni di inquinamento tali da compromettere le attività agricole.

Il primo cittadino ha affrontato soprattutto il tema della raccolta delle olive, particolarmente importante in questo periodo per le aziende e per i produttori del territorio. L’indicazione comunicata dal sindaco è quella di procedere con tranquillità, mentre si attende la disponibilità dei certificati che documentino gli esiti delle verifiche.

L’incendio, divampato il 31 agosto nel sito di stoccaggio di rifiuti della zona industriale di Airola, aveva sollevato preoccupazioni per le possibili conseguenze dei fumi sulle coltivazioni, sui terreni e sulle produzioni agroalimentari. Da allora sono partiti controlli e campionamenti per verificare l’eventuale presenza di sostanze inquinanti nelle aree interessate dalla dispersione dei fumi.

Il sindaco Pirozzi: «Non ci sono problemi per le attività agricole»

In un intervento diffuso sui social, Andrea Pirozzi ha fatto il punto sulla situazione a Santa Maria a Vico, richiamando l’attenzione sui risultati delle verifiche e sulle preoccupazioni degli operatori agricoli.

«A un mese dal rogo di Airola possiamo dire che non ci sono stati fenomeni inquinanti nella nostra zona», ha dichiarato il sindaco, aggiungendo di essere in attesa dei certificati relativi agli accertamenti. Pirozzi ha quindi espresso una valutazione rassicurante per il comparto agricolo locale: «Posso dire che non ci sono problemi per le attività agricole e che si può dare il via alla raccolta delle olive».

Le parole del primo cittadino arrivano in un momento delicato per gli olivicoltori, che hanno bisogno di programmare le operazioni di raccolta senza ulteriori ritardi. L’incertezza sulle possibili ricadute del rogo aveva infatti alimentato interrogativi sulla sicurezza delle produzioni e sulla possibilità di proseguire regolarmente il lavoro nei campi.

Il messaggio del sindaco punta a rassicurare la comunità e gli operatori del settore. Resta tuttavia importante fare riferimento agli esiti ufficiali delle analisi e alle eventuali indicazioni delle autorità competenti per le singole aree interessate.

Analisi ambientali e controlli sulle produzioni dopo il rogo di Airola

Dopo l’incendio, le verifiche hanno riguardato diversi aspetti, dalla qualità dell’aria alla possibile presenza di contaminanti nei terreni e nei prodotti agricoli.

L’ARPAC ha effettuato il monitoraggio delle diossine, dei furani e dei policlorobifenili diossina-simili aerodispersi. Il 14 settembre l’agenzia ha comunicato la conclusione del monitoraggio delle diossine nell’aria, dopo che gli ultimi risultati avevano evidenziato valori inferiori al limite di rilevabilità o al valore di riferimento utilizzato per le valutazioni. Sono stati inoltre programmati campionamenti dei terreni agricoli nelle aree potenzialmente interessate dalle ricadute dell’incendio.

Parallelamente, la Regione Campania e gli organismi sanitari hanno avviato controlli sulle produzioni agroalimentari. Il 1° ottobre la Regione ha comunicato che, sui 54 campioni già validati dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, era emersa una non conformità relativa a un campione di erba da pascolo prelevato ad Airola. Per quel punto erano stati disposti ulteriori accertamenti sul terreno e sui prodotti degli animali.

Questo dato riguarda uno specifico campione e non può essere esteso automaticamente a tutte le colture o a tutti i territori coinvolti. Allo stesso modo, i risultati favorevoli ottenuti in altre verifiche devono essere riferiti alle matrici analizzate e alle aree interessate.

È proprio per questo che la pubblicazione dei certificati e la disponibilità di informazioni puntuali sui campionamenti rappresentano un passaggio importante per dare risposte agli agricoltori e ai cittadini.

Raccolta delle olive, attesa per i certificati

Per gli olivicoltori di Santa Maria a Vico, la possibilità di procedere con la raccolta è una notizia importante. L’avvio delle operazioni in questa fase della stagione permette alle aziende di organizzare il lavoro e di programmare il conferimento delle olive ai frantoi.

Il sindaco Pirozzi ha espresso fiducia nel quadro emerso dai controlli, invitando di fatto a guardare con maggiore serenità alla campagna olearia. La sua dichiarazione si inserisce nel percorso di aggiornamento che, dopo il rogo di Airola, ha coinvolto amministrazioni comunali, Regione, autorità sanitarie e organismi ambientali.

Resta centrale la necessità di distinguere le rassicurazioni espresse dagli amministratori dai risultati tecnici riferiti a ciascun campione. I certificati attesi potranno offrire ulteriori elementi per chiarire la situazione e fornire agli operatori indicazioni documentate.

L’attenzione resta quindi rivolta alla tutela delle produzioni locali e alla possibilità di consentire alle aziende di lavorare sulla base di dati verificabili. Per il territorio, la ripresa delle attività agricole rappresenta un passaggio importante anche sul piano economico, considerando il ruolo dell’olivicoltura nelle campagne e nelle comunità della zona.

Dopo settimane di preoccupazione, le parole del sindaco di Santa Maria a Vico riportano al centro una prospettiva di normalità per la raccolta delle olive. Gli ulteriori documenti tecnici contribuiranno a consolidare il quadro, mantenendo alta l’attenzione sulla trasparenza dei controlli e sulla sicurezza delle produzioni agroalimentari.

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