Infermiere aggredito mentre salva un paziente, choc in ospedale

Di 6 Ottobre 2026Cronaca, Regionale

Regionale. Un’altra notte segnata dalla violenza nei confronti del personale sanitario, ma anche da un intervento tempestivo che potrebbe aver salvato la vita a un paziente. È quanto accaduto al Pronto Soccorso dell’ospedale Vecchio Pellegrini di Napoli, dove un infermiere è stato aggredito mentre stava gestendo l’arrivo di un turista spagnolo in gravi condizioni. A riportare l’episodio sui social è stata l’associazione “Nessuno Tocchi Ippocrate”, che ha ricostruito quanto accaduto sottolineando ancora una volta la difficile situazione vissuta dagli operatori sanitari nei pronto soccorso. Secondo quanto riferito dall’associazione, l’episodio si è verificato durante il turno serale, intorno alle 21.30. L’infermiere stava accompagnando all’interno dell’area assistenziale un turista spagnolo arrivato in ospedale con una forte difficoltà respiratoria e una fibrillazione atriale di recente insorgenza.

Mentre il sanitario si apprestava a far accedere il paziente alla zona del triage, una donna di 87 anni, già conosciuta dal personale della struttura per i ripetuti accessi legati a trattamenti dialitici e giunta quella sera per un problema di marcata debolezza, avrebbe impedito l’ingresso, posizionandosi davanti alla porta. La donna, secondo la ricostruzione pubblicata sui social, avrebbe iniziato a protestare sostenendo di voler entrare per prima e pronunciando la frase: “O entro io o non entra nessuno”. Nel giro di pochi istanti la situazione sarebbe ulteriormente degenerata. Alcuni familiari dell’anziana, giunti dai piani inferiori, avrebbero iniziato a rivolgere pesanti accuse e insulti nei confronti dell’infermiere, arrivando poi all’aggressione fisica.

A consentire al professionista di sottrarsi alla situazione sarebbero state le guardie giurate presenti nella struttura, intervenute per riportare la calma e permettere al sanitario di mettersi al sicuro. Nonostante quanto appena subito, l’infermiere non si sarebbe allontanato dal proprio compito. Dopo essere riuscito a far entrare il turista spagnolo nella sala visite, ha infatti avviato le procedure di monitoraggio e assistenza necessarie. L’episodio di violenza ha avuto conseguenze anche sul piano fisico per il sanitario. Dopo aver denunciato l’accaduto alla Polizia, l’infermiere è stato sottoposto alle cure dei colleghi. Gli accertamenti medici hanno evidenziato lesioni per le quali il chirurgo ha stabilito una prognosi di cinque giorni. Nonostante la tachicardia e il forte stato di agitazione conseguenti all’aggressione, il professionista ha scelto di rientrare in servizio.

Ed è proprio durante il successivo monitoraggio del paziente spagnolo che si è verificato il momento decisivo della vicenda. L’infermiere ha infatti notato un’importante alterazione del tracciato elettrocardiografico: il quadro si era modificato fino a configurare un ECG STEMI, compatibile con un infarto miocardico acuto con sopraslivellamento del tratto ST. La tempestiva individuazione del cambiamento ha permesso di attivare immediatamente il percorso d’emergenza. Il turista è stato quindi trasferito con urgenza presso l’UTIC, l’Unità di Terapia Intensiva Coronarica, per ricevere le cure specialistiche necessarie. Una vicenda che, oltre a riportare l’attenzione sul fenomeno delle aggressioni ai danni degli operatori sanitari, mette in evidenza anche la professionalità dell’infermiere coinvolto: nonostante l’aggressione appena subita, le conseguenze fisiche e lo stato di forte agitazione, ha continuato a svolgere il proprio lavoro, riuscendo a riconoscere tempestivamente un’evoluzione cardiaca potenzialmente letale nel paziente che stava assistendo.

Secondo i dati riportati da “Nessuno Tocchi Ippocrate”, quella avvenuta al Vecchio Pellegrini rappresenterebbe la 19ª aggressione del 2026 registrata nell’ambito dell’Asl Napoli 1 Centro. Il bilancio complessivo indicato dall’associazione sale invece a 32 episodi di aggressione nel 2026 considerando le Asl Napoli 1 e Napoli 2. Numeri che riaccendono il dibattito sulla sicurezza di medici, infermieri e di tutto il personale impegnato quotidianamente nei pronto soccorso, luoghi nei quali la tensione può raggiungere livelli elevati e dove gli operatori sono chiamati a intervenire rapidamente anche nelle situazioni più critiche.

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