
CASTEL VOLTURNO. Ruspe in azione questa mattina sul litorale di Destra Volturno, dove sono partite le operazioni di abbattimento di cinque immobili realizzati abusivamente sul demanio marittimo. L’intervento rientra in una più ampia attività di contrasto all’abusivismo edilizio, alle occupazioni del demanio e al degrado ambientale, coordinata dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere con l’impulso della Procura Generale di Napoli.
Negli ultimi due anni, secondo i dati diffusi dalle Procure, nell’agro di Castel Volturno sono stati sequestrati complessivamente 180 immobili, 45 dei quali già abbattuti. Tra i beni interessati figurano strutture private, stabilimenti balneari, un villaggio vacanze composto da 38 unità immobiliari, un cantiere nautico, un’area di rimessaggio e diverse attività di noleggio di attrezzature balneari.
Le demolizioni sono state rese possibili anche attraverso risorse messe a disposizione dalla Regione Campania e fanno parte di un percorso che coinvolge Prefettura, Comune, Regione, magistratura e Forze dell’Ordine. L’obiettivo dichiarato è affiancare agli abbattimenti il recupero delle aree, la tutela delle spiagge e degli accessi al mare e la riqualificazione ambientale del litorale.
Sull’operazione è intervenuta la consigliera regionale Angela Parente, che ha sottolineato come «legalità e riqualificazione debbano procedere insieme», chiedendo una presenza istituzionale continua e interventi per ambiente, sicurezza e rilancio turistico ed economico.
Anche il consigliere regionale Raffaele Aveta ha parlato di «un impegno concreto per il territorio», evidenziando la necessità di trasformare le demolizioni in un percorso stabile di recupero e sviluppo. Aveta ha inoltre richiamato l’istituzione della nuova Zona di Protezione Speciale in località La Piana, inserendola nel più ampio progetto di tutela e rigenerazione del territorio.
La linea indicata dalle istituzioni è quindi quella di non fermarsi agli abbattimenti: le aree liberate dovranno essere protette da nuove occupazioni abusive e inserite in un progetto complessivo di recupero del litorale domizio, con l’obiettivo di restituire gli spazi alla collettività.

