Sorveglianza speciale per uomo dei Quaqquaroni: “Impiegato nelle estorsioni”

MARCIANISE. Resta sottoposto alla sorveglianza speciale Antonio Ottavio Sorbo, 60 anni, indicato dagli investigatori come vicino al clan Piccolo-Letizia e al gruppo dei “Quaqquaroni” di Marcianise. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dalla difesa contro la misura di prevenzione, della durata di due anni e sei mesi, già confermata dalla Corte d’Appello di Napoli.

La decisione della Suprema Corte ribadisce la valutazione dei giudici di merito sull’attualità della pericolosità sociale dell’uomo. Nel provvedimento vengono richiamati diversi elementi, tra cui le dichiarazioni rese da collaboratori di giustizia, che avrebbero descritto Sorbo come una figura gravitante nell’area del sodalizio criminale almeno dal 2007.

Secondo quanto riportato nella ricostruzione giudiziaria, al destinatario della misura sarebbero stati affidati anche incarichi ritenuti delicati nell’ambito delle attività estorsive. Si tratta di circostanze valutate nel procedimento di prevenzione ai fini della misura personale, secondo i criteri propri di questo tipo di giudizio.

Tra gli elementi considerati figura inoltre un procedimento relativo a un’estorsione commessa nel 2019. Per quella vicenda Sorbo è stato condannato in primo grado insieme ad altre persone ritenute esponenti del clan. La pronuncia di primo grado, distinta dal procedimento sulla sorveglianza speciale, è stata richiamata dai giudici quale ulteriore elemento nel quadro complessivo dei rapporti contestati.

Per la Cassazione, gli elementi esaminati dai giudici di merito risultano idonei a sostenere la misura e a indicare una continuità dei legami con il gruppo criminale. Il ricorso della difesa è stato quindi rigettato e la sorveglianza speciale resta confermata per il periodo stabilito.

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