
Al Convitto Nazionale Giordano Bruno un incontro dedicato al restauro e alla tutela del patrimonio. Al centro anche la candidatura del complesso ai Luoghi del Cuore FAI
L’ANFI porta la cultura nel cuore del Convitto Giordano Bruno
MADDALONI – Parlare di restauro e conservazione significa anche interrogarsi sul valore della memoria. È stato questo il filo conduttore dell’incontro organizzato dalla sezione ANFI “Massimo Brancaccio” di Maddaloni, che il 1° ottobre ha ospitato il soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento, Mariano Nuzzo.
L’appuntamento si è svolto nella sala Settembrini del Convitto Nazionale “Giordano Bruno”, uno dei luoghi storici più importanti della città. La struttura ha accolto cittadini, studiosi, professionisti, rappresentanti delle istituzioni e numerosi studenti delle scuole superiori maddalonesi.
L’iniziativa, organizzata durante la presidenza del luogotenente Giuseppe Farina, conferma il percorso portato avanti dall’ANFI di Maddaloni, da anni impegnata nella realizzazione di momenti di confronto aperti alla città e alla collaborazione con istituzioni e associazioni.
La grande tela e la candidatura ai Luoghi del Cuore FAI
La serata è iniziata con un momento di accoglienza e con la visita alla grande tela conservata all’interno del Convitto. A guidare i presenti alla scoperta dell’opera è stato il professor Antonio Pagliaro, studioso che ha dedicato alla tela anche il volume “Il trionfo della fede sull’eresia”.
Un patrimonio che necessita di attenzione e manutenzione. Proprio per questo, nei mesi scorsi, è nato a Maddaloni un comitato aperto alla cittadinanza con l’obiettivo di candidare il Convitto Nazionale “Giordano Bruno” ai Luoghi del Cuore FAI.
La candidatura rappresenta un modo per far conoscere ancora di più il complesso e, allo stesso tempo, richiamare l’attenzione sulle necessità di conservazione della struttura e delle opere che custodisce. Il voto può essere espresso attraverso il portale dei Luoghi del Cuore FAI, scegliendo il Convitto Nazionale “Giordano Bruno” e completando la procedura attraverso la conferma ricevuta via email.
Mariano Nuzzo e le sfide della conservazione
Al centro dell’incontro c’è stato il volume «Conservare il passato – Tecniche e casi studio di restauro architettonico», scritto da Mariano Nuzzo. Il soprintendente, architetto e docente universitario, ha affrontato il tema della tutela del patrimonio attraverso esempi concreti e casi di studio.
Con lui erano presenti Paolo Giordano, professore ordinario di Restauro dell’architettura all’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” e autore della prefazione del volume, monsignor Ernesto Rascato, delegato ai Beni Culturali Ecclesiastici della Diocesi di Aversa, Luigi Vitelli, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Caserta, e Valeria Civitillo, presidente dell’Ordine degli Architetti della provincia di Caserta.
A moderare l’incontro è stata la giornalista Lucia Grimaldi, socia benemerita della sezione ANFI.
Il ricordo di Antonio Coletta e delle vittime sul lavoro
La serata si è svolta in concomitanza con il lutto cittadino proclamato per la morte di Antonio Coletta, il giovane operaio di 21 anni scomparso dopo un incidente sul lavoro.
Il tema della sicurezza è stato richiamato durante l’incontro, con un momento di silenzio dedicato al giovane. Un passaggio che ha dato un significato ancora più forte al concetto di memoria affrontato durante il convegno.
Nel suo intervento conclusivo, Mariano Nuzzo ha infatti ricordato anche le vittime che persero la vita durante la costruzione della Reggia di Caserta. Dietro i grandi monumenti, ha sottolineato, non ci sono soltanto architetture e opere d’arte, ma anche il lavoro e il sacrificio di tante persone.
Un richiamo che ha coinvolto particolarmente gli studenti presenti, accompagnati dai docenti del Convitto Nazionale “Giordano Bruno”, del Liceo “Don Gnocchi” e del Liceo Scientifico “Nino Cortese”.
Il patrimonio come responsabilità verso il futuro
L’incontro si è concluso con un dialogo tra Nuzzo e gli studenti, che hanno posto diverse domande sul restauro, sulla tutela e sulle prospettive professionali legate ai beni culturali. Presenti anche i rappresentanti delle forze dell’ordine della provincia di Caserta, che negli anni hanno accompagnato le iniziative promosse dalla sezione ANFI di Maddaloni.
La serata ha così unito cultura, formazione e territorio. Conservare un edificio storico, un’opera d’arte o un paesaggio significa infatti guardare al futuro senza perdere il legame con ciò che è stato. E il Convitto Giordano Bruno, con la sua storia e le opere che custodisce, resta uno dei luoghi attraverso cui Maddaloni può raccontare questa memoria alle nuove generazioni.
Segui Edizione Caserta
Resta aggiornato sulle principali notizie della provincia di Caserta. Segui Edizione Caserta per non perdere gli aggiornamenti su cronaca, attualità, politica e territorio.
Hai una segnalazione? Contattaci e raccontaci cosa sta accadendo nella tua zona.

