
PORTICO DI CASERTA. Una maggioranza nata dall’unione di più anime, costruita attraverso il contributo di candidati che durante la campagna elettorale avevano occupato il palco, illustrato programmi, assunto impegni e rivendicato un ruolo nel progetto amministrativo.
One man show
A pochi mesi dal voto, però, sul piano della comunicazione pubblica l’immagine che arriva all’esterno appare molto diversa: al centro c’è esclusivamente il sindaco Cosimo Cristillo. E meno male che la lista l’hanno chiamata ‘Portico in Comune’…
Il primo cittadino ha scelto una formula ormai riconoscibile. Ogni domenica, attraverso la propria pagina Facebook, pubblica un lungo aggiornamento nel quale passa in rassegna attività, servizi avviati, manutenzioni, incontri, progetti e appuntamenti della settimana successiva. Un vero e proprio “diario dell’amministrazione”, con Cristillo nel ruolo di principale narratore di tutto ciò che accade a Palazzo.
Una strategia che ha certamente un pregio: garantisce continuità nell’informazione e offre ai cittadini un punto di riferimento preciso. Il problema nasce quando questa modalità diventa, di fatto, quasi l’unico canale politico attraverso il quale viene raccontato il lavoro dell’intera squadra.
Perché la Giunta di Portico non è composta soltanto dal sindaco. E le deleghe distribuite all’inizio del mandato erano tutt’altro che marginali.
La vicesindaca e plurivotata Giusy Merola ha ricevuto Politiche sociali, Pari opportunità, Cultura, rapporti con il Terzo settore e Patrimonio culturale. Patrizia Morrone gestisce Bilancio, Tributi e Istruzione. Il rampante Luigi Bellopede segue Edilizia privata, Cimitero, Forum Giovani e Consulta delle associazioni. Giovanni Iodice ha invece Ambiente, Ecologia, Arredo urbano, Patrimonio e Viabilità.
A questi si aggiungono il presidente del Consiglio Giuseppe Pascarella, con competenze sulle tradizioni, sugli eventi e sulla promozione delle associazioni calcistiche, e i consiglieri delegati: l’emergente Maria Piccirillo per Contenzioso e Sanità, l’espertone Gerardo Massaro per Attività produttive, commercio, fiere, finanziamenti e agricoltura, l’ambizioso Luigi Piccirillo per Marketing territoriale, Digitalizzazione, Sport e Protezione civile.
Un patrimonio di deleghe e responsabilità che, almeno sul versante comunicativo, oggi fatica però ad emergere. Ma anche in occasione di alcuni eventi privati a cui abbiamo partecipato a prendere il microfono c’è sempre stato solo il sindaco, nonostante fosse affiancato da alcuni assessori.
Portico, anche rispetto ad altre realtà, è sempre stata un gradino sopra a livello di classe amministrativa, ma oggi con questa maggioranza tutto sembra livellarsi verso la solita routine. Durante l’amministrazione precedente ad esempio, Peppe Oliviero, ha sempre dato spazio e visibilità ai suoi assessori e consiglieri comunali.
In campagna elettorale erano tutti protagonisti
Durante la campagna elettorale il quadro era differente. I candidati intervenivano direttamente, alcuni anche a lungo, spiegando idee e priorità. Giusy Merola, per esempio, è intervenuta durante il comizio di un’ora per ben 15 minuti. Lo stesso valeva per Bellopede, per il veterano Massaro e per le nuove figure entrate nel progetto Cristillo. Luigi Piccirillo poi è stato one man show alla chiusura, ora per avere sue notizie bisogna ricorrere al ‘luminol’.
Insomma ora quella pluralità di voci sembra essersi notevolmente ridotta.
Questo non significa, naturalmente, che assessori e consiglieri non stiano lavorando nei rispettivi settori. L’attività amministrativa non può essere misurata soltanto attraverso i post pubblicati sui social. Ma in politica anche la comunicazione ha un peso, soprattutto quando una coalizione è nata presentandosi come una squadra e non come un progetto personale.
Ed è qui che emerge il punto politico.
Se ogni risultato, riunione, intervento o iniziativa viene raccontato quasi esclusivamente dalla pagina del sindaco, inevitabilmente la percezione esterna diventa quella di un’amministrazione fortemente accentrata nella figura del primo cittadino. Gli altri componenti finiscono sullo sfondo, anche quando dispongono di deleghe importanti e competenze professionali che potrebbero consentire loro di spiegare direttamente ai cittadini il lavoro svolto.
La formula Cioffi
Una formula di questo tipo ricorda modalità comunicative già viste in passato in altri Comuni dell’area (Stefano Cioffi), dove il sindaco diventava il principale, se non unico, portavoce dell’azione amministrativa.
Può funzionare nel rapporto immediato con la comunità, soprattutto in una realtà dalle dimensioni contenute. Ma alla lunga rischia di indebolire politicamente proprio quella squadra che ha consentito di costruire la vittoria elettorale.
Il progetto Cristillo, del resto, è nato dall’incontro di gruppi ed esperienze differenti, uniti con l’obiettivo di chiudere una lunga fase politica e proporre una nuova amministrazione. Proprio per questo sarebbe naturale aspettarsi che ciascuna di quelle componenti conservasse anche una propria presenza pubblica.
Il confronto con la vicina Capodrise, anch’essa reduce dalle elezioni amministrative, offre sotto questo aspetto un modello differente: sindaco, assessori e consiglieri intervengono sui rispettivi temi e la comunicazione dell’attività amministrativa non viene concentrata su una sola figura. Per non parlare poi del dirimpettaio Giovanni Battista Di Matteo che ci tiene tantissimo a coinvolgere la sua giunta nelle attività.
A Portico, invece, almeno in questa prima fase, la voce politica predominante resta quella di Cristillo.
Non è necessariamente un problema di sostanza amministrativa. È però una questione di metodo e di equilibrio interno.
E per una maggioranza nata dalla convergenza di più gruppi, recuperare una dimensione realmente collegiale anche nella comunicazione potrebbe essere uno dei prossimi passaggi da affrontare. Che Portico torni ad essere in ‘comune’…

