Juvecaserta, sconfitta di misura all’esordio casalingo: grande cuore fino alla sirena

di Carmine Ferrara

La Juvecaserta torna a giocare una partita in casa in A2 dopo sei anni e il Palapiccolo è completamente una bolgia. Prima dell’inizio della gara, viene ricordato con un minuto di raccoglimento il supertifoso bianconero Giuseppe Cardone, scomparso la scorsa settimana. Il primo quarto è a dir poco equilibrato (come tutta la partita tra l’altro), riassunto dalla super schiacciata con il fallo supplementare di Johnson, giocatore di altra categoria insieme a Henry, con il duo statunitense che terminerà la gara con rispettivamente 24 e 20 punti.

Nel secondo, la Fortitudo si fa spazio dopo un parziale di 11-0 quando era sotto di cinque, con un Morris illegale che chiuderà a 29 punti, MVP unanime della gara. Alla pausa lunga, il parziale è di 38-42, partita più equilibrata del previsto, visti anche i diversi obiettivi stagionali, con la Juve che punta alla permanenza in A2 e con i bolognesi che puntano al salto di categoria.

Il terzo quarto è marcato Morris, autore addirittura di 15 punti in questo quarto, con Caserta che si aggrappa alle triple di Johnson, Henry, D’Argenzio e Lo Biondo per non allontanarsi troppo dalla Fortitudo

Il quarto quarto è pura pazzia: gli ospiti da pensano già alla vittoria dopo i canestri pesantissimi di Sorokas e Sarto, ma mettono in rischio i due punti in palio dopo lo 0/2 di Fantinelli e la successiva palla persa da Morris (unica pecca della gara). Si arriva così all’81-83 con il capitano Mimmo D’Argenzio che ha la palla che potrebbe far esplodere il Palapiccolo ma la palla tocca il ferro interno ma non entra. Rimane la disperazione in faccia ai giocatori bianconeri ma la sensazione che giocando così con le pretendenti alla salvezza, il popolo bianconero può credere nella permanenza in A2.

 

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