Corte d’Appello, riconosciuto il vincolo della continuazione per Saccavino

Arienzo. La Corte di Appello di Napoli ha accolto l’istanza presentata dall’avvocato Orlando Sgambati nell’interesse di Clemente Saccavino residente ad Arienzo, detto il Messi di Forchia, riconoscendo la continuazione tra due condanne definitive relative a fatti risalenti al 19 ottobre 2019.

Il provvedimento è stato emesso dalla Seconda sezione penale della Corte di Appello, riunita in camera di consiglio il 21 settembre, e successivamente depositato in cancelleria.
La procedura riguardava due sentenze divenute irrevocabili, una pronunciata dalla Corte di Appello di Napoli nel 2023 e l’altra nel 2024, sempre dalla Corte partenopea, a seguito di procedimenti celebrati con rito abbreviato. In entrambi i casi si trattava di episodi avvenuti nella stessa giornata e collegati a reati in materia di sostanze stupefacenti; in uno dei procedimenti era contestato anche il reato di resistenza a pubblico ufficiale.

La Corte ha ritenuto sussistenti gli elementi per ricondurre i diversi fatti a un unico programma criminoso, valorizzando, tra gli altri aspetti, la vicinanza temporale e il contesto nel quale si erano verificati gli episodi. Secondo quanto riportato nell’ordinanza, le condotte erano maturate in un arco temporale circoscritto e presentavano caratteristiche tali da consentire l’applicazione della disciplina del reato continuato prevista dall’articolo 671 del codice di procedura penale.

Il criterio della continuazione

I giudici hanno quindi proceduto alla rideterminazione della pena complessiva, applicando il criterio della continuazione tra le due sentenze già definitive.

La vicenda giudiziaria del Messi di Forchia  è arrivata quasi alla conclusione e si sta concludendo nel migliore dei modi.

Ricordiamo che fu arrestato nel maxi blitz dell’estate del 2021, quello ai danni del gruppo Biondillo.

Saccavino, non era integrato nella suddetta compagine, ma acquistava droga da loro e pure da qualche altro soggetto nella zona di San Marco Trotti. Andava dove il prezzo era più conveniente e poi rivendeva.

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