Cavallo di ritorno, 23 indagati. I nomi e le auto più richieste

AVERSA. Ventitré persone sono coinvolte in un’inchiesta della Procura di Napoli Nord su una serie di furti d’auto, presunte richieste di denaro per riconsegnare i veicoli e un’ipotesi di ricettazione. Gli episodi ricostruiti dagli investigatori avrebbero interessato diversi centri tra l’area napoletana e quella casertana.

Secondo l’impostazione accusatoria, dopo il furto i proprietari sarebbero stati contattati e invitati a pagare una somma per riavere la propria automobile. Le cifre contestate, nei casi esaminati, sarebbero state in genere comprese tra 700 e 2mila euro. È il meccanismo noto come “cavallo di ritorno”, al centro delle verifiche giudiziarie.

Tra i comuni casertani citati nell’inchiesta figurano Aversa, Teverola e Succivo. A quest’ultimo territorio è collegata la vicenda di una Fiat 500 che, secondo l’accusa, sarebbe stata rubata e poi trovata nella disponibilità di quattro indagati. Il rinvenimento sarebbe avvenuto ad Afragola il 24 gennaio 2024; per questo episodio è stata formulata anche una contestazione di ricettazione.

Le carte descriverebbero fatti risalenti almeno al novembre 2023. In alcuni casi, dopo la sottrazione delle vetture a Frattamaggiore e Afragola, sarebbero state avanzate richieste di denaro tra 850 e 2mila euro. Nell’elenco dei veicoli menzionati compaiono Fiat Panda, Punto e 500, Lancia Ypsilon, Alfa Romeo Giulietta, Audi A1, Peugeot Partner e Smart.

Le principali ipotesi di reato riguardano il concorso in estorsione, con riferimento agli articoli 110 e 629 del codice penale, oltre alla ricettazione contestata per la Fiat 500.

Le persone indicate nell’inchiesta sono Armando Amato, Giovanni Amura, Pasquale Barretta, Giuseppe Bervicato, Nicola Bevilacqua, Maria Bevilacqua, Raffaele Caterino, Antonio Conza, Luigi Dalmazio, Antonio Daniele, Michele Del Prete, Vincenzo De Mare, Domenico Di Lorenzo, Mario Indaco, Saverio Martino, Vittorio Mormile, Franco Petriccione, Mario Puorto, Giuseppe Rammairone, Antonio Russo, Mauro Russo, Pasquale Russo e Nicola Pirozzi.

Le contestazioni sono al vaglio dell’autorità giudiziaria e non equivalgono a una condanna. Gli indagati potranno esercitare i propri diritti di difesa; eventuali responsabilità dovranno essere accertate con sentenza definitiva.

Un click e sei sempre informato! Iscriviti al nostro canale WhatsApp per ricevere le news più importanti. Premi qui ed entra!