
Marcianise. Una presa di posizione dura, che parte dalla storia dello stabilimento di Marcianise e arriva fino agli interrogativi sul futuro. I lavoratori Barilla affidano a una lunga nota le loro preoccupazioni sulla possibile cessione del sito al Pastificio Liguori, mettendo al centro il tema delle garanzie occupazionali, della continuità produttiva e del rapporto costruito in oltre cinquant’anni tra l’azienda e il territorio. I lavoratori dello stabilimento Barilla di Marcianise intervengono sulla possibile cessione del sito al Pastificio Liguori, mettendo a confronto questa scelta con il recente investimento da 100 milioni di euro annunciato dal Gruppo a Foggia.
Nella nota viene ricordato come Marcianise fosse stato definito dalla stessa Barilla, ancora nel 2018, una struttura di eccellenza e il principale polo mondiale per la produzione di paste di semola speciali, con una storia industriale lunga oltre cinquant’anni.
I lavoratori non contestano gli investimenti previsti in Puglia né il diritto dell’azienda di modificare le proprie strategie industriali, ma chiedono quali garanzie possano esserci sulla durata delle scelte definite oggi “strategiche”.
Al centro della riflessione c’è soprattutto il futuro occupazionale. Barilla ha indicato la continuità dei posti di lavoro e delle produzioni come condizioni fondamentali dell’eventuale passaggio di proprietà, ma i lavoratori sottolineano che continuare a produrre per Barilla non equivale a continuare a essere dipendenti del Gruppo.
Per questo chiedono che le garanzie non restino soltanto dichiarazioni, ma vengano definite attraverso condizioni concrete, durata degli impegni e prospettive industriali certe.
La nota richiama infine lo storico slogan “Dove c’è Barilla c’è casa”, ponendo una questione di fiducia tra azienda, lavoratori e territorio: dopo oltre cinquant’anni di storia a Marcianise, il cambio di proprietà viene vissuto come la chiusura di un capitolo importante e pone interrogativi sul significato e sulla durata delle promesse industriali.

