Caserta, la Città delle Donne torna nel 2027: oltre mille appuntamenti alla Reggia

Chiara Francini presenta Caserta, la Città delle Donne 2027

Dal 5 all’8 marzo la seconda edizione della manifestazione ideata da Fondazione Orizzonti e diretta da Chiara Francini. Il progetto presentato alla Camera

CASERTA. Quattro giorni dedicati alla cultura, all’arte, alla ricerca, all’impresa e all’impegno sociale. È il programma della seconda edizione di «Caserta, la Città delle Donne», presentata oggi a Roma nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio.

La manifestazione tornerà dal 5 all’8 marzo 2027 e avrà come nuova sede la Reggia di Caserta, patrimonio mondiale dell’UNESCO. Un cambio di scenario che accompagna l’ampliamento del progetto, destinato a coinvolgere una rete sempre più ampia anche oltre i confini nazionali.

L’iniziativa è ideata dalla Fondazione Orizzonti e diretta artisticamente da Chiara Francini.

La presentazione alla Camera dei Deputati

L’appuntamento romano è stato aperto dall’onorevole Anna Rita Patriarca, Segretaria di Presidenza della Camera dei Deputati, mentre la moderazione è stata affidata alla giornalista Maria Antonietta Spadorcia, vicedirettore del Tg2.

Alla presentazione hanno partecipato Chiara Francini, il presidente della Fondazione Orizzonti Giuseppe Menniti e Antonio Leo Tarasco, Direttore Generale Archivi e Direttore ad interim della Reggia di Caserta. Presenti inoltre parlamentari del territorio e rappresentanti delle istituzioni e del mondo culturale.

La scelta della città parte anche dalla sua storia. Il riferimento è alla Real Colonia di San Leucio, nata nella seconda metà del Settecento e legata a un modello di organizzazione sociale e del lavoro particolarmente innovativo per l’epoca.

Oltre mille appuntamenti nel 2027 per «Caserta, la Città delle Donne»

La prima edizione aveva raccolto più di 200 eventi, coinvolgendo oltre 1.000 donne e circa 25mila partecipanti. Per il 2027 gli organizzatori annunciano un programma ancora più ampio, con oltre 1.000 appuntamenti distribuiti tra iniziative direttamente organizzate e attività inserite nel cartellone diffuso.

Il programma toccherà diversi ambiti: cultura, arte, editoria, innovazione, creatività, ricerca, impresa e temi sociali. È prevista anche una sezione fieristica ed espositiva dedicata agli editori, con la possibilità di coinvolgere imprese, associazioni e organizzazioni impegnate nei diversi settori legati al mondo femminile.

Il calendario comprenderà inoltre laboratori, spettacoli, attività aperte al pubblico e iniziative dedicate al benessere e alla partecipazione.

Chiara Francini: «Dare voce a ciò che le donne fanno»

Durante la presentazione, la direttrice artistica Chiara Francini ha sottolineato l’obiettivo di creare uno spazio nel quale affrontare non soltanto i risultati raggiunti dalle donne, ma anche gli ostacoli ancora presenti.

Il festival, nelle intenzioni degli organizzatori, vuole infatti riunire esperienze provenienti dall’arte, dalla scienza, dall’impresa e dalla vita pubblica. L’obiettivo dichiarato è trasformare Caserta in un luogo di confronto sul talento e sul contributo femminile alla società, collegando la storia del territorio a una dimensione contemporanea.

A novembre un appuntamento sulla violenza contro le donne

Il percorso verso la manifestazione di marzo inizierà già nei prossimi mesi. Il 24 e 25 novembre 2026, infatti, Caserta ospiterà un appuntamento nazionale dedicato al contrasto della violenza contro le donne.

Il confronto coinvolgerà istituzioni, magistratura, forze dell’ordine, psicologi, centri antiviolenza, scuole e testimoni. L’iniziativa affronterà anche i temi della prevenzione, della formazione e della costruzione di reti di sostegno, oltre alla sensibilizzazione sul fenomeno.

La Reggia al centro del progetto

Con la seconda edizione, «Caserta, la Città delle Donne» punta quindi ad ampliare la propria rete e a rafforzare il collegamento tra cultura, territorio e partecipazione. La Reggia di Caserta diventerà così il principale spazio della manifestazione, con un programma che attraverserà linguaggi e settori differenti.

Per gli organizzatori, il progetto vuole mettere in relazione competenze e realtà che spesso operano separatamente, creando occasioni di confronto e collaborazione. Anche Antonio Leo Tarasco ha evidenziato il valore del rapporto tra istituzioni e società civile, sottolineando il ruolo delle realtà associative nella costruzione di nuovi progetti per il territorio.

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