
Trentola Ducenta. Dodici condanne diventano definitive nell’ambito del processo sulle estorsioni che, secondo l’impianto accusatorio, sarebbero state commesse ai danni di imprenditori e commercianti dell’agro aversano nell’interesse del clan dei Casalesi.
La Corte di Cassazione ha infatti respinto i ricorsi presentati dalle difese, rendendo irrevocabili le sentenze pronunciate dalla Corte di Appello di Napoli. Con il verdetto della Suprema Corte è scattata anche la fase dell’esecuzione delle pene, con i relativi provvedimenti di carcerazione.
Tra le condanne confermate definitivamente c’è quella di Emilio Mazzarella, di Cesa, a 4 anni e 10 mesi di reclusione, mentre Luigi Macchione, di Trentola Ducenta, dovrà scontare 2 anni e 6 mesi.
Diventano definitive anche alcune pene che erano state rideterminate nel giudizio di secondo grado. Giovanni Agnifili, di Aversa, è stato condannato a 7 anni e 5 mesi; Pasquale Ciocia, di Trentola Ducenta, a 3 anni e 10 mesi; Agostino Paciello, di Casaluce, a 7 anni.
Confermate anche le condanne più pesanti: 17 anni e 8 mesi per Giacomo D’Aiello, di Lusciano; 22 anni per Gaetano De Biase, di Teverola; 16 anni e 6 mesi per Luciano Esposito e 23 anni per Agostino Fabozzi, di Aversa. Per questi ultimi le pene sono state calcolate in continuazione con altre sentenze già passate in giudicato.
Diventano irrevocabili, inoltre, le condanne a 2 anni e 8 mesi per Antonio Verde, di Aversa, e a 4 anni e 6 mesi ciascuno per Gennaro Corzo, di Lusciano, e Nicola Mastrillo, di Aversa.
La decisione della Cassazione mette dunque la parola fine all’iter giudiziario relativo alle posizioni dei dodici imputati. Le condanne sono ora definitive e potranno essere eseguite secondo quanto stabilito nei rispettivi provvedimenti.

