Pineta Grande, stop ai ricoveri programmati: cresce la preoccupazione a Castel Volturno

Pineta Grande Hospital di Castel Volturno

La struttura sanitaria è coinvolta nella protesta delle cliniche private accreditate. Restano garantite le prestazioni urgenti, ma il nodo dei finanziamenti resta aperto

Castel Volturno. Continua a far discutere la situazione del Pineta Grande Hospital, struttura sanitaria di riferimento per il litorale domizio, dopo la decisione di sospendere i ricoveri programmati non urgenti.

Lo stop è partito nell’ambito della protesta delle strutture private accreditate della Campania, che hanno contestato le risorse previste per il 2026 e l’assenza di un quadro contrattuale ritenuto adeguato.

La decisione ha riacceso l’attenzione sul presidio di Castel Volturno, già al centro nei mesi scorsi di una vertenza con la Regione Campania legata ai costi sostenuti per garantire i servizi sanitari sul territorio.

Ricoveri sospesi, emergenze garantite

La sospensione riguarda le prestazioni programmate e non urgenti. Restano invece garantite le attività di emergenza, mentre per i pazienti interessati dagli interventi programmati si apre il problema della riorganizzazione delle prestazioni.

Il caso Pineta Grande non è isolato. Dal 21 settembre diverse strutture private accreditate della Campania hanno annunciato lo stop ai nuovi ricoveri programmati per interventi chirurgici non urgenti, mantenendo le attività legate alle emergenze.

La protesta nasce soprattutto dalla questione economica. Le associazioni di categoria sostengono che, dall’inizio dell’anno, le strutture abbiano lavorato senza un contratto 2026 definito e con risorse ritenute insufficienti rispetto alle prestazioni richieste.

Il nodo dei costi sul litorale

Per il Pineta Grande la questione viene da lontano. Già ad agosto la struttura aveva ridotto temporaneamente l’attività del Pronto Soccorso, innescando un confronto con la Regione. Il servizio era poi tornato alla normalità dopo un tavolo istituzionale, ma il problema del contratto e delle risorse era rimasto aperto.

La direzione del presidio aveva evidenziato negli scorsi mesi il peso dei costi sostenuti per assicurare le prestazioni di emergenza, soprattutto durante il periodo estivo, quando la popolazione del litorale aumenta sensibilmente.

Secondo quanto riferito dalla struttura, negli ultimi anni il Pineta Grande avrebbe sostenuto circa 30 milioni di euro per garantire il funzionamento del Pronto Soccorso oltre i limiti della spesa riconosciuta. La vicenda ha quindi riportato al centro del dibattito la necessità di trovare un’intesa tra Regione e strutture accreditate.

La situazione resta al centro del confronto

Il presidente della Regione Campania Roberto Fico ha dichiarato il 22 settembre che sono in corso interlocuzioni con le associazioni di categoria e che l’obiettivo è arrivare a una soluzione in tempi brevi. Fico ha inoltre sottolineato la necessità di un rapporto complementare tra sanità pubblica e privata accreditata.

Nel frattempo, sul territorio resta la preoccupazione per le conseguenze dello stop sui pazienti. Il Pineta Grande serve infatti un’ampia area del litorale domizio e rappresenta un presidio sanitario importante per Castel Volturno e per i comuni vicini.

La partita, dunque, non riguarda soltanto i rapporti economici tra strutture private e Regione. Al centro ci sono anche la continuità delle cure, la programmazione dei ricoveri e la possibilità per i cittadini di accedere alle prestazioni senza ulteriori disagi.

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