Bonus 110%, Finanza stana 64 cantieri: sequestri per oltre 150 milioni

Di 24 Settembre 2026Cronaca, Regionale

Regionale. Un sequestro preventivo impeditivo per un valore complessivo superiore a 152 milioni di euro è stato eseguito dalla Guardia di Finanza di Napoli nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica partenopea sui crediti d’imposta legati al Superbonus 110%.

Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura – Sezione II, competente per i reati contro la Pubblica Amministrazione – e riguarda due società attive nel comparto dell’edilizia che, secondo gli investigatori, sarebbero riconducibili a un unico centro d’interessi.

Gli accertamenti avrebbero consentito di ricostruire la presunta generazione illecita, tra il 2021 e il 2024, di crediti d’imposta formalmente riferibili a interventi edilizi agevolati attraverso il Superbonus 110%.

Dall’analisi della documentazione e dai riscontri effettuati sui luoghi, le Fiamme Gialle avrebbero individuato 64 cantieri nei quali i lavori sarebbero risultati, in tutto o in parte, mai eseguiti oppure non completati come invece sarebbe stato attestato.

Secondo l’ipotesi investigativa, una volta originati, i crediti sarebbero stati immessi nel sistema delle cessioni previsto dalla normativa sul Superbonus e successivamente monetizzati attraverso il trasferimento ad acquirenti operanti sul territorio nazionale.

I crediti formalmente collegati agli interventi avrebbero così assunto una parvenza di regolarità, permettendone l’utilizzo in compensazione o ulteriori cessioni.

Il gip ha disposto il sequestro dei crediti ritenuti illecitamente generati e di quelli già ceduti fiscalmente, per un importo complessivo di 152.959.525,45 euro.

La misura punta a impedirne ulteriore circolazione, cessione o compensazione, evitando, secondo la Procura, un possibile ulteriore danno per l’Erario.

Il provvedimento è stato adottato durante le indagini preliminari ed è impugnabile. Le persone coinvolte sono sottoposte a indagine e devono essere considerate innocenti fino a eventuale sentenza definitiva

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