
Regionale. Un sequestro preventivo impeditivo per un valore complessivo superiore a 152 milioni di euro è stato eseguito dalla Guardia di Finanza di Napoli nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica partenopea sui crediti d’imposta legati al Superbonus 110%.
Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura – Sezione II, competente per i reati contro la Pubblica Amministrazione – e riguarda due società attive nel comparto dell’edilizia che, secondo gli investigatori, sarebbero riconducibili a un unico centro d’interessi.
Gli accertamenti avrebbero consentito di ricostruire la presunta generazione illecita, tra il 2021 e il 2024, di crediti d’imposta formalmente riferibili a interventi edilizi agevolati attraverso il Superbonus 110%.
Dall’analisi della documentazione e dai riscontri effettuati sui luoghi, le Fiamme Gialle avrebbero individuato 64 cantieri nei quali i lavori sarebbero risultati, in tutto o in parte, mai eseguiti oppure non completati come invece sarebbe stato attestato.
Secondo l’ipotesi investigativa, una volta originati, i crediti sarebbero stati immessi nel sistema delle cessioni previsto dalla normativa sul Superbonus e successivamente monetizzati attraverso il trasferimento ad acquirenti operanti sul territorio nazionale.
I crediti formalmente collegati agli interventi avrebbero così assunto una parvenza di regolarità, permettendone l’utilizzo in compensazione o ulteriori cessioni.
Il gip ha disposto il sequestro dei crediti ritenuti illecitamente generati e di quelli già ceduti fiscalmente, per un importo complessivo di 152.959.525,45 euro.
La misura punta a impedirne ulteriore circolazione, cessione o compensazione, evitando, secondo la Procura, un possibile ulteriore danno per l’Erario.
Il provvedimento è stato adottato durante le indagini preliminari ed è impugnabile. Le persone coinvolte sono sottoposte a indagine e devono essere considerate innocenti fino a eventuale sentenza definitiva

