Appalti e corruzione, terremoto in Comune: 17 indagati. Perquisizioni in atto

Di 24 Settembre 2026Cronaca, Regionale

Sannio. Un’articolata indagine della Procura della Repubblica di Benevento scuote la pubblica amministrazione e il mondo imprenditoriale sannita.

Nella mattinata di oggi, 24 settembre, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Benevento hanno eseguito un vasto decreto di perquisizione disposto dalla Procura nei confronti di 17 persone indagate, a vario titolo, per le ipotesi di corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione per l’esercizio delle funzioni, induzione indebita a dare o promettere utilità, ricettazione e finanziamento illecito ai partiti.

L’attività coinvolge quattro dirigenti o funzionari del Comune di Benevento, un ex dirigente della Regione Campania, sette imprenditori, quattro tecnici e due amministratori di enti locali della provincia.

Secondo quanto reso noto dalla Procura guidata da Nicola D’Angelo, l’operazione rappresenta un passaggio di un’indagine più ampia, condotta con il massimo rigore investigativo. L’inchiesta trae origine dall’arresto in flagranza, avvenuto nel marzo scorso, di un dirigente del Comune di Benevento, nella cui disponibilità erano state rinvenute ingenti somme di denaro contante, suddivise in apposite buste.

Nel corso dei successivi interrogatori davanti all’Ufficio del Pubblico Ministero, il dirigente avrebbe fornito un quadro dichiarativo ritenuto di importante rilievo investigativo, articolato in dichiarazioni sia autoaccusatorie sia eteroaccusatorie. Elementi che hanno spinto gli inquirenti ad avviare una complessa e approfondita attività di verifica.

Gli accertamenti riguardano molteplici e delicati settori della pubblica amministrazione. In particolare, l’attenzione investigativa si concentra su diverse pratiche in essere presso l’ufficio urbanistico del Comune di Benevento, su due procedure per il conferimento di incarichi di verificatore e una di progettazione di opere pubbliche, nonché su tre procedure di affidamento in appalto per la progettazione esecutiva e l’esecuzione di lavori.

Nel mirino degli investigatori sono finite anche quattro procedure concorsuali per l’assunzione di personale e cinque procedure di co-progettazione relative al settore dei servizi alla persona.

L’indagine interessa inoltre le procedure di affidamento di incarichi di progettazione per il risanamento del dissesto idrogeologico nei Comuni di Ponte, Frasso Telesino, San Giorgio la Molara e Pietraroja, oltre all’Ente Parco del Taburno.

Di fronte a quello che la Procura definisce un «imponente patrimonio dichiarativo», gli inquirenti hanno ritenuto indispensabile procedere alle perquisizioni e ai sequestri eseguiti oggi. L’obiettivo è acquisire ogni elemento utile, sia documentale sia digitale, per verificare le dichiarazioni raccolte e le diverse ipotesi accusatorie, nell’interesse – sottolinea la Procura – della completa trasparenza e del pieno accertamento dei fatti.

Parallelamente è stata attivata la procedura per chiedere al Giudice per le Indagini Preliminari un incidente probatorio, finalizzato all’esame del dichiarante nel pieno e garantito contraddittorio tra le parti. L’intento è quello di cristallizzare un compendio probatorio che possa essere utilizzato nelle successive fasi del procedimento.

L’inchiesta presenta inoltre, secondo quanto evidenziato dalla Procura di Benevento, una particolare complessità e una proiezione sovraterritoriale. Alcune delle ipotesi delittuose emerse sarebbero infatti di competenza della Procura Europea.

Contestualmente ai provvedimenti disposti dall’autorità giudiziaria beneventana, i Carabinieri stanno quindi eseguendo analoghi atti delegati dalla Procura Europea, nell’ambito di un quadro definito di stretto e costante coordinamento istituzionale.

La Procura precisa infine che si tratta di provvedimenti adottati nella fase delle indagini preliminari e che per tutti gli indagati vale il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva irrevocabile.

 

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