
Sant’Agata De’ Goti. Ancora un grave episodio di violenza giovanile segnalato nella serata di domenica a Sant’Agata De’ Goti. Secondo quanto riferito dall’Associazione “Boxe Maddalonese Team Boxic” sui social, un ragazzo sarebbe stato aggredito da un gruppo di giovani, in una situazione descritta come un “cinque contro uno”. Il giorno prima, sempre stando alla segnalazione, sarebbe stato aggredito un ragazzo orfani di appena 13 anni. Sul posto si è quindi recato il rappresentate dell’Associazione. Stando a quanto è emerso, sul posto sono stati trovati anche numerosi adolescenti, apparsi impauriti dopo quanto accaduto.
A destare particolare preoccupazione non è soltanto l’aggressione di domenica sera, ma il clima che viene descritto. L’episodio, sempre secondo quanto riferito, vedrebbe coinvolti alcuni giovani tra i 17 e i 18 anni e sarebbe riconducibile a un gruppo proveniente da Limatola. Circostanze che, naturalmente, dovranno essere accertate dalle autorità competenti e sulle quali è necessario evitare conclusioni anticipate circa responsabilità individuali.
La segnalazione arriva inoltre a brevissima distanza da un altro grave episodio che, secondo quanto denunciato, avrebbe coinvolto, come prima affermato, un ragazzo di soli 13 anni che è stato preso di mira e picchiato dal branco. Anche in questo caso sarà necessario verificare con precisione dinamica, responsabilità e possibile collegamento tra i diversi fatti.
«Il rispetto e l’educazione sono alla base di tutto», è il messaggio rivolto ai giovanissimi dopo l’aggressione. Un richiamo che vuole andare oltre il ruolo svolto nell’attività anti-bullismo e rivolgersi soprattutto alle famiglie: episodi nei quali più persone si scagliano contro un singolo ragazzo non possono essere considerati semplici “ragazzate”.
Quanto accaduto domenica sera riporta così al centro il tema della violenza tra adolescenti e della necessità di intervenire prima che comportamenti aggressivi diventino una consuetudine. Famiglie, scuola, associazioni e istituzioni sono chiamate ciascuna a fare la propria parte, mentre alle forze dell’ordine spetta il compito di accertare i fatti e le eventuali responsabilità. La richiesta che arriva dal territorio è chiara: fermare sul nascere ogni forma di prevaricazione e far comprendere ai più giovani che il branco non rende più forti. Il rispetto degli altri, al contrario, resta il primo presupposto di qualsiasi comunità civile.

