
ACERRA. Arriva a distanza di 37 anni una svolta nelle indagini su un omicidio consumato ad Acerra il 10 agosto del 1989 e che, secondo gli investigatori, sarebbe maturato negli ambienti della criminalità organizzata.
La Squadra Mobile di Napoli, insieme agli agenti del Commissariato di Acerra, ha dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un uomo ritenuto coinvolto nel delitto. La misura è stata disposta dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. Il nome dell’indagato non è stato reso pubblico.
Le accuse formulate nei suoi confronti sono particolarmente gravi: omicidio aggravato dalla premeditazione, dal metodo mafioso e dalla finalità di favorire un’organizzazione camorristica attiva ad Acerra e nei comuni circostanti. Secondo la ricostruzione investigativa, alla base dell’agguato ci sarebbe stato uno “sgarro” maturato negli equilibri interni al clan.
La vittima avrebbe assunto posizioni non allineate alle indicazioni provenienti dal vertice dell’organizzazione e proprio questo comportamento avrebbe determinato la decisione di eliminarla. Un altro elemento emerso dalle indagini riguarda la situazione dell’indagato nel periodo in cui venne commesso il delitto.
L’uomo, infatti, si trovava detenuto ma avrebbe usufruito di un permesso che gli consentiva temporaneamente di lasciare il carcere. Proprio durante quel periodo di libertà avrebbe, secondo l’accusa, partecipato all’omicidio. Le nuove risultanze investigative hanno quindi consentito alla Procura di Napoli di riaprire una vicenda risalente a quasi quattro decenni fa e di ottenere il provvedimento cautelare. L’inchiesta, coordinata dalla Dda partenopea, punta ora a fare piena luce sulle responsabilità e sul contesto camorristico nel quale sarebbe maturato il delitto. Le contestazioni dovranno naturalmente essere verificate nelle successive fasi del procedimento.

