
Casal di Principe. Si è concluso davanti al gup del Tribunale di Napoli Nord il procedimento nei confronti di Patrizio Bianco, 60enne di Casal di Principe finito a processo dopo l’episodio avvenuto lo scorso febbraio nell’abitazione familiare, dove furono esplosi alcuni colpi di pistola mentre la moglie riusciva ad allontanarsi e a mettersi al sicuro.
Il procedimento aveva assunto particolare rilievo anche sotto il profilo giuridico, trattandosi di uno dei primi casi nei quali era stata formulata la contestazione di tentato femminicidio dopo l’introduzione della nuova fattispecie.
Proprio da questa accusa Bianco è stato assolto con formula piena. Il giudice ha invece riconosciuto la responsabilità dell’imputato per un periodo circoscritto di maltrattamenti e per i reati riguardanti le armi, determinando complessivamente la pena in tre anni e sei mesi.
La Procura aveva chiesto il giudizio immediato nel giugno scorso. La difesa, affidata all’avvocato Fabio Ucciero, aveva optato per il rito abbreviato condizionato all’acquisizione di documentazione e all’esame della persona offesa. La richiesta era stata accolta dal giudice Vincenzo Saladino.
Per quanto riguarda l’ipotesi di maltrattamenti, Bianco è stato assolto con formula piena dalle contestazioni relative al periodo compreso tra il 1991 e dicembre 2025. La condanna ha riguardato invece l’arco temporale tra il primo gennaio e il 2 febbraio 2026, con il riconoscimento della fattispecie semplice e non di quella aggravata inizialmente contestata.
Dopo circa quaranta giorni trascorsi in carcere, il sessantenne era stato trasferito agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, nell’abitazione di alcuni familiari nel Nord Italia, a circa 600 chilometri di distanza. Durante questo periodo aveva inoltre intrapreso un percorso presso un centro dedicato agli uomini maltrattanti. Positivamente valutata anche la condotta mantenuta durante la detenzione.
La vicenda risale alla notte tra il primo e il 2 febbraio. Dopo una richiesta di intervento, i carabinieri raggiunsero l’abitazione di Casal di Principe e rinvennero tre bossoli, oltre alle tracce dei colpi esplosi contro il televisore e alcuni mobili. La donna era riuscita nel frattempo ad abbandonare l’appartamento e a trovare riparo all’esterno. Secondo quanto ricostruito nel procedimento, al momento degli spari l’uomo si trovava in stato di ebbrezza.

