Tav, appalti e regali: imprenditori rispondono al giudice

Marcianise.  Sono cominciati gli interrogatori preventivi nell’ambito della vasta inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Napoli sui subappalti collegati ai lavori della linea ferroviaria ad alta velocità Napoli-Bari. Davanti al gip Federica Girardi stanno comparendo i destinatari delle richieste di misura cautelare avanzate dalla Procura.

Tra i primi ad essere ascoltati figurano gli imprenditori Dante, Raffaele e Angelo Salzillo, legati alla Areco Srl di Marcianise, insieme al collaboratore Giandomenico Colella. Gli indagati hanno scelto di rispondere alle domande del giudice, fornendo la propria ricostruzione e contestando gli addebiti formulati nei loro confronti.

In particolare, Dante Salzillo avrebbe respinto qualsiasi presunta interferenza della criminalità organizzata nelle attività imprenditoriali. Con riferimento ai rapporti con Camillo Belforte, avrebbe spiegato che i contatti sarebbero stati esclusivamente di carattere imprenditoriale.

Diversa la posizione contestata a Colella, coinvolto per un singolo episodio relativo alla presunta consegna di prodotti caseari e di un pacco recante la scritta “Durc” a un ingegnere salernitano. Sul contenuto e sulla natura della consegna sono in corso gli accertamenti degli investigatori.

L’inchiesta, coordinata dalla Dda di Napoli e condotta per circa tre anni dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza, coinvolge complessivamente 45 indagati. Per 41 di loro la Procura avrebbe avanzato richieste di misure cautelari.

Gli accertamenti riguardano diversi cantieri della nuova infrastruttura ferroviaria, dalla zona di Napoli e Cancello fino a Frasso Telesino e Vitulano, per arrivare alle tratte dell’Irpinia, di Orsara e di Foggia.

Secondo l’impostazione investigativa, ancora da sottoporre al vaglio del giudice, sarebbe esistito un meccanismo capace di incidere sull’affidamento di alcuni subappalti, favorendo determinate aziende. Le ipotesi contestate, a vario titolo e a seconda delle singole posizioni, comprendono corruzione, turbativa d’asta e associazione; in alcuni casi viene inoltre contestata l’aggravante del metodo mafioso.

Tra gli aspetti approfonditi dagli inquirenti compare anche la gestione della manodopera egiziana impiegata nei cantieri. L’attenzione investigativa si è concentrata sulla figura di Ali Salah Ali Abdelati, detto “Salah”, indicato dagli investigatori come intermediario.

Gli interrogatori preventivi proseguiranno nelle prossime ore. Le contestazioni si trovano nella fase delle indagini e dovranno essere verificate nelle successive fasi del procedimento, nel rispetto della presunzione di innocenza.

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