
Santa Maria Capua Vetere. Un nuovo tentativo di truffa telefonica sarebbe stato segnalato nei giorni scorsi a Santa Maria Capua Vetere sui social, con una modalità particolarmente insidiosa: i malviventi avrebbero utilizzato una voce molto simile, secondo quanto riferito dalla vittima, a quella di un familiare. Sembra siano in qualche modo riusciti a clonare quella voce per spacciarsi per il parente. L’episodio sarebbe avvenuto lunedì ai danni di un’anziana. La donna avrebbe ricevuto una telefonata sul telefono fisso da una persona che si sarebbe spacciata per il figlio. Il sedicente familiare avrebbe raccontato di trovarsi in stato di fermo presso il comando dei carabinieri, dopo il furto del telefono e dell’automobile. Secondo la ricostruzione riferita, l’auto sarebbe stata utilizzata per una rapina e successivamente distrutta.
Nel corso della telefonata sarebbe poi intervenuta un’altra persona, presentatasi come appartenente ai carabinieri. La donna sarebbe stata informata della necessità di effettuare una perquisizione nella sua abitazione per verificare l’eventuale presenza di refurtiva. I truffatori avrebbero inoltre indicato correttamente la strada nella quale l’anziana vive, sostenendo che i militari sarebbero arrivati di lì a poco e avrebbero suonato alla porta. A quel punto sarebbe stata posta una domanda particolarmente significativa: se nell’abitazione fossero presenti denaro contante o oggetti in oro. Alla risposta negativa dell’anziana, la telefonata sarebbe stata interrotta.
La segnalazione è stata successivamente condivisa sui social per mettere in guardia soprattutto le persone anziane e i loro familiari. Nei commenti al post, altre persone hanno raccontato di aver ricevuto, o i propri parenti, hanno ricevuto, tentativi di truffa con modalità analoghe. In alcuni casi, secondo le testimonianze pubblicate, i malviventi avrebbero utilizzato numeri di telefono o contatti già presenti nella rubrica della vittima, facendo credere che a telefonare fosse realmente una persona conosciuta. Tra le scuse utilizzate vengono riferiti anche presunti incidenti, telefoni smarriti o rotti e richieste urgenti di denaro.
La vicenda riporta quindi l’attenzione su una tecnica di raggiro basata sull’urgenza e sulla paura, alla quale si aggiunge, secondo le segnalazioni, l’impiego di voci artificialmente imitate o clonate. In caso di telefonate sospette, viene raccomandato di non consegnare denaro, gioielli o informazioni personali e di interrompere la conversazione, verificando autonomamente la situazione attraverso un numero ufficiale o contattando direttamente il familiare interessato. È inoltre importante informare soprattutto le persone anziane, spiegando loro che una voce apparentemente identica a quella di un parente non costituisce, da sola, una garanzia sull’identità di chi sta telefonando.

