Un astuccio che racconta il riscatto: il dono agli studenti delle medie per il primo giorno di scuola

CAPODRISE. Le assessore Francesca Zarrillo, delegata alla Pubblica Istruzione, e Chiara Parisi, assessore alle Politiche Sociali, hanno scelto il primo giorno di scuola per lanciare un messaggio di solidarietà, sostenibilità e seconde possibilità. Sono infatti stati consegnati oggi agli studenti della scuola media di Capodrise, nella sede provvisoria di via Trentola (Marcianise), gli astucci realizzati dalle detenute della Casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere utilizzando tessuti destinati allo scarto.

L’iniziativa è nata proprio dalle due assessore nei primi giorni successivi all’insediamento della nuova amministrazione comunale. Zarrillo e Parisi hanno iniziato a confrontarsi sulle iniziative da mettere in campo per i ragazzi e sulle difficoltà vissute dalla comunità scolastica dopo la chiusura dell’edificio della scuola media per inagibilità.

Una situazione che aveva costretto studenti e docenti ad affrontare mesi complessi, arrivando anche all’organizzazione dei doppi turni. Da qui la volontà di accompagnare il ritorno tra i banchi con un gesto che non fosse soltanto simbolico.

L’idea è stata quella di realizzare un oggetto semplice e utile, destinato ad accompagnare quotidianamente gli studenti durante l’anno scolastico: un astuccio. Ma con alle spalle una storia capace di parlare ai ragazzi di legalità, lavoro e riscatto.

La collaborazione

Gli astucci sono stati confezionati dalle detenute impegnate nella sartoria interna alla Casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere, dove vengono portati avanti percorsi finalizzati all’acquisizione di competenze professionali e al reinserimento.

Il progetto è stato illustrato alla direttrice dell’istituto penitenziario, Donatella Rotundo, che ha accolto la proposta favorendo la collaborazione necessaria alla sua realizzazione.

Un altro tassello è arrivato dal Lions Club Caserta Villa Reale, presieduto dall’architetto Eugenio Riccardelli, che ha messo a disposizione rimanenze di tessuti provenienti da San Leucio. Materiali che, invece di diventare scarti, sono stati recuperati e trasformati dalle detenute in nuovi oggetti destinati agli studenti.

È proprio questo intreccio a rappresentare il cuore dell’iniziativa: tessuti che trovano una nuova funzione, donne detenute che mettono a frutto competenze e lavoro e ragazzi che ricevono, insieme a un oggetto utile, un messaggio educativo.

L’obiettivo

L’obiettivo delle assessore Zarrillo e Parisi è infatti quello di parlare agli studenti di legalità, sostenibilità, inclusione e riscatto, sottolineando come un errore o una difficoltà non debbano necessariamente segnare per sempre il percorso di una persona.

Il progetto mette insieme Comune, scuola, istituto penitenziario, associazionismo e territorio, trasformando il primo giorno di scuola in un’occasione per raccontare ai più giovani il valore della collaborazione.

Un significato ancora più forte in un anno che per gli studenti delle medie di Capodrise comincia lontano dalla loro sede abituale, negli spazi provvisori di via Trentola: da una difficoltà nasce così anche un progetto capace di parlare di ripartenza.

«Da uno scarto può nascere qualcosa di nuovo, da una difficoltà può nascere un’idea, da un errore può nascere un percorso e da una seconda possibilità può nascere una nuova storia», è il messaggio che accompagna l’iniziativa promossa dalle assessore Francesca Zarrillo e Chiara Parisi.

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