
NAZIONALE – Torna la Carta Dedicata a Te, la social card da 500 euro destinata alle famiglie con ISEE basso per l’acquisto di beni essenziali. A consegnarla sarà Poste Italiane, mentre l’assegnazione resta delegata ai singoli Comuni. Il Ministero dell’Agricoltura ha recentemente definito il numero degli aventi diritto per il 2026: saranno complessivamente 1.177.597, con 20.000 beneficiari in più rispetto al 2025.
Ad avere diritto alla misura sono le famiglie con un ISEE inferiore a 15.000 euro. In caso di esaurimento delle risorse disponibili, avranno la precedenza le famiglie con almeno un figlio a carico di età inferiore a 14 anni. Chi ha già compilato la DSU e ottenuto un ISEE conforme ai requisiti non dovrà presentare alcuna domanda ulteriore: la carta arriverà automaticamente a casa tramite Poste Italiane, salvo per chi la riceve per la prima volta, in questo caso convocato direttamente in un ufficio postale.
Va detto che la misura non viene erogata tramite bonifico bancario ma con una carta prepagata fisica, poiché esistono limitazioni specifiche su cosa si può acquistare con la social card. Questo comporta tempi tecnici precisi: l’INPS deve stilare le graduatorie entro un mese, comunicarle ai Comuni per eventuali integrazioni entro altri 20 giorni, trasmetterle a Poste Italiane entro ulteriori 10 giorni, e infine Poste deve procedere con la spedizione delle carte. Il processo complessivo potrebbe richiedere anche più di due mesi: le prime carte potrebbero arrivare già a fine ottobre, ma è più probabile che la distribuzione sia completata entro novembre.
Gli aventi diritto non sono distribuiti in modo omogeneo sul territorio nazionale. Le città con il maggior numero di beneficiari sono Napoli, con 28.536 persone, seguita da Roma con 27.443, Palermo con 18.447, Milano con 13.642 e Catania con 10.604.
All’estremo opposto, tra le città più importanti e popolose, quelle con meno beneficiari sono Ancona con 994, Udine con 981, Arezzo con 963, Cesena con 956 e Pesaro con 951 – le uniche grandi città a scendere sotto quota mille aventi diritto.

