Doppio rogo tra più comuni, colonne di fumo invadono le zone

Trentola-Ducenta/San Marcellino/Orta di Atella. Ancora una serata segnata dai roghi tossici nella Terra dei Fuochi. Nella serata di ieri, intorno alle ore 20.15, sono state nuovamente segnalate, sui social, diverse colonne di fumo e roghi in alcune aree industriali e periferiche tra San Marcellino e Trentola. La prima segnalazione arriva dalla stessa zona industriale interessata da un rogo già nei giorni scorsi, dove i residenti hanno riferito di una forte presenza di fumo e di aria difficilmente respirabile. Una situazione che torna a ripetersi a distanza di pochi giorni, alimentando preoccupazione e rabbia tra la popolazione.

Altre segnalazioni hanno riguardato le aree comprese tra Caivano e Orta di Atella, nei pressi dell’Asse Mediano, dove sarebbero stati nuovamente appiccati roghi. Le immagini raccolte nella serata mostrano una situazione che, secondo le segnalazioni dei cittadini, appare ancora una volta difficile da controllare. Il nuovo episodio arriva dopo il grave rogo registrato nella serata precedente a Caivano. Nonostante quanto accaduto, nella serata di ieri il fenomeno sarebbe nuovamente ripreso, con nuovi focolai e fumo che si è propagato nelle zone circostanti. La presenza di roghi di materiali non identificati rappresenta una seria preoccupazione per l’ambiente e per la popolazione. In caso di combustione di rifiuti, infatti, possono essere liberate sostanze nocive, la cui pericolosità dipende dalla natura dei materiali bruciati e dalle condizioni della combustione.

I cittadini chiedono maggiori controlli, interventi tempestivi e un monitoraggio costante delle aree maggiormente colpite dal fenomeno. La sensazione diffusa è quella di trovarsi ancora una volta davanti a un problema che continua a ripetersi senza una risposta capace di fermarlo definitivamente. Quella di ieri è stata quindi un altra serata di apprensione nella Terra dei Fuochi, con segnalazioni di nuovi roghi tra San Marcellino, Trentola, Caivano e Orta di Atella. Un fenomeno che continua a mettere sotto pressione un territorio già duramente provato e che torna a far discutere sulla necessità di controlli più efficaci e di interventi immediati.

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