Bonus da 60 euro in arrivo: a chi spetta

bonus 60 euro

NAZIONALE – Non si tratta di un bonus generalizzato né di un contributo garantito a tutte le famiglie con redditi medio-bassi. Da settembre entra però nella fase operativa un nuovo contributo straordinario volontario sulle bollette della luce, che può arrivare a circa 60 euro e riguarda i clienti domestici residenti con ISEE fino a 25mila euro, esclusi dal bonus sociale ordinario. Il dettaglio più importante da conoscere è che l’agevolazione non è obbligatoria: ogni venditore di energia può scegliere liberamente se aderire.

La misura, introdotta dal decreto bollette e regolata dalla delibera ARERA 238/2026/R/eel, resta valida per il 2026 e il 2027. È pensata per la fascia di utenti che rimane fuori dal bonus sociale elettrico, riservato ai nuclei con ISEE fino a 9.796 euro – soglia che sale a 20mila euro per le famiglie con almeno quattro figli a carico. Per queste categorie resta il sistema ordinario di riduzione automatica in bolletta, a cui nel 2026 si è aggiunto un contributo una tantum da 115 euro, riconosciuto però solo a chi era già beneficiario del bonus sociale al 21 febbraio scorso.

Il nuovo contributo si rivolge a tre gruppi distinti: nuclei con meno di quattro figli e ISEE tra 9.796 e 15mila euro; nuclei sempre con meno di quattro figli, ma con ISEE da 15mila a 25mila euro; famiglie numerose con almeno quattro figli e ISEE tra 20mila e 25mila euro. L’agevolazione riguarda esclusivamente l’energia elettrica e non si estende automaticamente al gas, anche se alcuni operatori possono proporre offerte separate su questo fronte.

Oltre all’ISEE, servono requisiti specifici sulla fornitura: deve essere domestica, attiva e riferita all’abitazione di residenza, con l’intestatario che coincida con il dichiarante della DSU o con un componente del nucleo indicato nell’ISEE. Per le utenze nuove, l’attivazione deve essere avvenuta entro il 31 maggio 2026. Ci sono poi due soglie di consumo da rispettare: meno di 500 kWh nel bimestre gennaio-febbraio (o nel primo bimestre completo per le forniture più recenti) e meno di 3.000 kWh nei dodici mesi precedenti. Il superamento anche di uno solo di questi limiti esclude automaticamente dal contributo.

L’importo non è fisso ma viene calcolato applicando la componente energia del servizio di maggior tutela ai consumi del bimestre di riferimento. Con i valori usati per gennaio-febbraio 2026, si va indicativamente da circa 18 euro per 150 kWh consumati, a 36 euro per 300 kWh, fino a quasi 60 euro per 499 kWh. A 500 kWh il bonus salta integralmente, perché si supera la soglia prevista.

Non è necessario presentare alcuna domanda. La procedura passa dall’incrocio automatico tra DSU-ISEE, dati INPS e Sistema Informativo Integrato gestito da Acquirente Unico: ARERA individua le utenze potenzialmente idonee e comunica le informazioni solo ai gestori che hanno aderito. Lo sconto deve comparire nella prima bolletta utile, con applicazioni che possono partire dalle fatture di agosto e diventare visibili, nella pratica, tra agosto e settembre. È quindi fondamentale avere un ISEE ordinario 2026 valido: chi non ha ancora presentato la DSU può farlo comunque, poiché gli elenchi INPS vengono aggiornati mensilmente.

Il vero nodo della misura resta la natura volontaria dell’adesione. Il costo è sostenuto direttamente dal venditore e non viene rimborsato da ARERA, motivo per cui l’operatore può decidere di non partecipare. Chi aderisce, però, non può scegliere arbitrariamente i beneficiari: deve applicare lo sconto a tutti i clienti che rientrano nei requisiti del segmento per cui ha dato la propria adesione. Tra le società che hanno già comunicato la propria disponibilità figurano A2A Energia, Edison Energia ed Eni Plenitude; per Enel Energia l’adesione è stata riportata dalla stampa specializzata, mentre altri operatori risultavano ancora in fase di valutazione. ARERA pubblica gli elenchi aggiornati degli aderenti a partire dal 1° settembre.

Un ultimo aspetto da tenere presente riguarda il cambio di gestore. Il diritto al contributo è legato alla continuità della fornitura con lo stesso venditore nel periodo di riferimento: cambiare compagnia tra l’inizio dell’anno e la fase di erogazione può creare problemi e, in alcuni casi, far perdere lo sconto. Prima di effettuare una voltura o passare a un altro operatore, conviene quindi verificare l’adesione del proprio fornitore alla misura e le condizioni concrete applicate alla propria utenza.

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