Scommesse e guardiania, ex fedelissimo fa nero il clan. I ruoli per bische e reperti

CASAPESENNA. Guardiania nei terreni agricoli, scommesse, bische clandestine, furti e controllo del territorio. Sono alcuni degli scenari descritti da Nicola Inquieto, imprenditore condannato per mafia e oggi collaboratore di giustizia, nelle dichiarazioni confluite nell’indagine della Dda di Napoli sugli assetti della fazione riconducibile al clan Zagaria.

 

Nel corso dell’interrogatorio reso lo scorso febbraio, Inquieto avrebbe ricostruito agli investigatori il ruolo attribuito ai fratelli Raffaele e Aldo Nobis. Secondo il suo racconto, Raffaele avrebbe inizialmente operato nel settore della guardiania dei fondi agricoli, con pagamenti che sarebbero stati imposti ai proprietari. Successivamente avrebbe esteso i propri interessi anche al commercio dei meloni.

 

Il collaboratore ha inoltre riferito di aver consegnato personalmente a Raffaele alcuni messaggi che Michele Zagaria avrebbe destinato al fratello Salvatore. Inquieto ha poi ricostruito altre presunte attività illecite, parlando anche di furti di merci dai treni, reperti archeologici e rapporti con alcuni componenti della famiglia Zagaria.

 

Un capitolo delle dichiarazioni riguarda le bische clandestine. La loro gestione sarebbe stata affidata, secondo il racconto del collaboratore, ad Aldo Nobis e ad altri uomini vicini al gruppo. Raffaele avrebbe collaborato con il fratello, sostituendolo durante alcuni periodi di assenza.

 

Più articolata la posizione attribuita ad Aldo, descritto da Inquieto come un soggetto capace di muoversi in diversi settori criminali, in particolare quello delle scommesse, e di intervenire anche per recuperare automobili rubate o dirimere controversie.

 

Le dichiarazioni sono state acquisite nell’inchiesta condotta dai carabinieri del Nucleo investigativo di Caserta e coordinata dalla Dda di Napoli, finalizzata a ricostruire gli attuali equilibri della fazione. L’indagine ha portato lo scorso luglio a otto arresti.

 

Raffaele Nobis resta detenuto, mentre Aldo è tornato libero dopo la revisione della misura cautelare da parte del Riesame. Le contestazioni restano oggetto del procedimento e dovranno essere verificate nelle successive fasi giudiziarie, nel rispetto della presunzione di innocenza.

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