Paziente al pronto soccorso con l’auto medica, scoppia il caso

Caserta. Un episodio avvenuto nelle scorse ore nel Casertano finisce al centro di una segnalazione diffusa da “Nessuno Tocchi Ippocrate” e pone una serie di interrogativi sulle modalità con cui sarebbe stato effettuato un trasporto sanitario verso un pronto soccorso di Caserta.

Secondo quanto riportato nella segnalazione, un paziente sarebbe infatti giunto presso la struttura ospedaliera a bordo di un’automedica. A bordo del mezzo, sempre secondo quanto riferito, sarebbe stato presente soltanto personale infermieristico.

Una circostanza sulla quale sarà necessario fare piena chiarezza, ricostruendo nel dettaglio quanto accaduto e verificando il rispetto dei protocolli previsti per l’impiego dei diversi mezzi del sistema di emergenza-urgenza.

Al momento si tratta di elementi contenuti in una segnalazione e che necessitano quindi degli opportuni riscontri. Proprio per questo potrebbero assumere particolare importanza le comunicazioni intercorse tra il presidio ospedaliero interessato e la Centrale Operativa competente. Dalla loro verifica potrebbe essere possibile ricostruire la sequenza degli eventi e comprendere attraverso quali disposizioni sia stato organizzato il trasferimento del paziente.

La vicenda pone l’attenzione anche sulla catena di comando e sul coordinamento tra le diverse componenti del sistema di emergenza sanitaria territoriale. Elementi fondamentali soprattutto quando si tratta di stabilire quale mezzo utilizzare, quale personale debba essere presente a bordo e con quali modalità debba avvenire il trasferimento verso una struttura ospedaliera.

Saranno dunque gli eventuali accertamenti interni e amministrativi a stabilire cosa sia realmente accaduto e se siano state rispettate tutte le procedure previste.

La segnalazione rilancia, intanto, il tema dell’organizzazione dei servizi di emergenza nel Casertano e della necessità di garantire protocolli chiari, comunicazioni tempestive e una precisa definizione delle responsabilità operative, nell’interesse innanzitutto della sicurezza dei pazienti e degli stessi operatori sanitari.

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