Airola, cittadini infuriati dopo il disastro Eco Energy: «Dimissioni», contestato il vicesindaco

AIROLA – Decine di cittadini in piazza, associazioni, comitati e rappresentanti dei territori impegnati nelle battaglie ambientali. Ad Airola la rabbia per il disastro della Eco Energy è esplosa durante il sit-in organizzato dopo il gigantesco incendio che ha interessato il sito di stoccaggio dei rifiuti, spento dopo circa quattro giorni di lavoro dei Vigili del Fuoco.

Un rogo che ha investito con i suoi fumi la Valle Caudina e la vicina Valle di Suessola e le cui conseguenze ambientali complessive dovranno essere valutate attraverso i monitoraggi e gli accertamenti ancora in corso.

Contestato il vicesindaco

L’assemblea si è svolta inizialmente in un clima di confronto e forte preoccupazione. All’arrivo del vicesindaco Michele Napoletano (già sindaco e regista di questa amministrazione), però, la tensione è salita: diversi cittadini hanno contestato duramente l’amministrazione comunale e dalla piazza si sono levate anche richieste di dimissioni. Un signore, davvero arrabbiato gli ha urlato: “Vai a zappare”. Napolitano ha risposto: “Io ci vado, ma sono qui perché sono un cittadino”.

Dopo alcuni momenti molto accesi, il confronto è proseguito con toni più distesi. Il vicesindaco ha poi lasciato il sit-in.

La piazza chiede risposte

All’iniziativa hanno preso parte anche esponenti di associazioni, sindacati e realtà provenienti dalla Terra dei Fuochi.

Il tema centrale è stato quello delle responsabilità politiche e amministrative precedenti al rogo: perché una situazione così delicata è arrivata fino al punto di trasformarsi in un disastro ambientale? Quali iniziative erano state adottate? E soprattutto, si sarebbe potuto fare di più per ottenere la rimozione dei rifiuti?

Borrelli promette battaglia

Presente anche il deputato Francesco Emilio Borrelli, che aveva effettuato in precedenza un sopralluogo nell’area del rogo. Ha annunciato che continuerà a seguire la vicenda e che tornerà sul territorio per sostenere la battaglia contro l’inquinamento.

La posizione di Edizione Caserta: «L’amministrazione doveva fare molto di più»

Su questo punto noi di Edizione Caserta avevamo assunto una posizione netta già prima della protesta di piazza.

Lo avevamo scritto chiaramente: davanti a una situazione del genere, con una enorme quantità di rifiuti presente in un sito già al centro di vicende giudiziarie e ambientali e con temperature estive elevatissime, l’amministrazione comunale avrebbe dovuto mettere in campo una pressione istituzionale molto più forte.

Lo ribadiamo oggi: gli amministratori (che sono le prime sentinelle del territorio) avrebbero dovuto anche incatenarsi ai cancelli del sito, pretendendo giorno dopo giorno dagli enti competenti la rimozione e la messa in sicurezza di quella che da tempo veniva indicata come una vera e propria bomba ecologica.

Non bastava attendere che la burocrazia facesse il proprio corso.

«Dimissioni in blocco»

Per questo questa testata aveva già posto il tema delle dimissioni dell’amministrazione comunale in blocco, intese come assunzione di responsabilità politica per non essere riuscita a imprimere quella svolta e quella pressione che, a nostro giudizio, una situazione così grave imponeva.

Questo non significa attribuire all’amministrazione la responsabilità materiale dell’incendio, che dovrà essere accertata dagli organi competenti. Il punto è un altro ed è esclusivamente politico: si poteva e si doveva fare di più prima che il disastro avvenisse.

Oggi quella stessa domanda è arrivata anche in piazza.

Ora servono atti, nomi e risposte

Le fiamme sono state spente, ma il caso Eco Energy resta apertissimo.

Proseguono i monitoraggi ambientali e restano da chiarire gli eventuali effetti su aria, terreni e produzioni. Ma parallelamente cresce la richiesta di trasparenza su controlli, segnalazioni, prescrizioni e iniziative adottate negli anni.

Dopo quattro giorni di incendio, la popolazione non chiede soltanto rassicurazioni: chiede di sapere chi avrebbe dovuto intervenire prima e perché non si sia riusciti a evitare che quella situazione arrivasse fino a questo punto.

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