
Aversa. Il prossimo 5 settembre saranno trascorsi sedici anni dall’omicidio di Angelo Vassallo, il sindaco pescatore di Pollica ucciso ad Acciaroli nel 2010. Un delitto ancora senza colpevoli e una vicenda giudiziaria che continua ad avere nuovi sviluppi.
Come riportato da Repubblica, l’ultimo arriva dal Tribunale civile di Frosinone, che ha riconosciuto un risarcimento complessivo di 100mila euro al colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo, originario di Aversa e all’epoca in servizio a Castello di Cisterna. A pagare dovranno essere Dario e Massimo Vassallo, fratelli della vittima, Rti del gruppo Mediaset e il giornalista Giulio Golia.
La causa riguardava alcuni servizi de “Le Iene” dedicati all’omicidio Vassallo e trasmessi tra ottobre e novembre 2019. In quelle puntate erano stati intervistati anche i due fratelli del sindaco.
Secondo quanto stabilito dal giudice nella sentenza di 22 pagine, alcuni passaggi avrebbero avuto carattere diffamatorio e lesivo della reputazione di Cagnazzo. La ripartizione ipotizzata prevede il 40 per cento del risarcimento a carico di Golia, un altro 40 per cento per Rti e il restante 20 per cento diviso tra Dario e Massimo Vassallo.
Esclusa invece la responsabilità di Francesco Avallone, ex fidanzato della figlia di Angelo Vassallo e assistito dall’avvocato Raffaele De Simone. Le sue dichiarazioni sono state considerate generiche e rese senza la consapevolezza di essere intervistato.
L’avvocato Antonio Ingroia, legale dei fratelli Vassallo, ha già annunciato appello, contestando sia l’entità del risarcimento sia la valutazione del diritto di critica.
Parallelamente prosegue il procedimento penale sull’omicidio. Fabio Cagnazzo è stato prosciolto il 27 marzo dall’accusa di concorso nel delitto, decisione impugnata dalla Procura di Salerno. L’appello inizierà il 12 novembre.
Il 19 giugno è stato inoltre assolto con rito abbreviato l’ex collaboratore di giustizia Romolo Ridosso. Il 2 novembre, invece, davanti alla Corte d’assise inizierà il processo per Lazzaro Cioffi e Giuseppe Cipriano, entrambi accusati e che respingono ogni addebito.
A sedici anni dall’agguato, resta ancora da individuare anche il presunto esecutore materiale dell’omicidio.

