
AVERSA. Truffa via WhatsApp con l’account della madre hackerato: uomo rischia il processo
Un residente di Aversa potrebbe finire a processo con l’accusa di essere coinvolto in una presunta truffa informatica realizzata attraverso WhatsApp. L’udienza predibattimentale è stata fissata per i primi giorni di ottobre davanti al Tribunale di Napoli Nord.
Il procedimento prende le mosse dalla denuncia presentata da un 30enne residente nel Salernitano, intenzionato a costituirsi parte civile. Secondo quanto ricostruito, il giovane avrebbe ricevuto sul proprio telefono un messaggio apparentemente inviato dalla madre attraverso il suo normale account WhatsApp.
Nella conversazione veniva rappresentata una situazione di emergenza e avanzata una richiesta urgente di denaro. Il 30enne sarebbe stato invitato a effettuare un bonifico bancario per risolvere l’imprevisto.
A rendere credibile la richiesta sarebbe stata proprio la provenienza del messaggio. L’account WhatsApp della madre, infatti, sarebbe stato precedentemente compromesso e sottratto al controllo della donna. La comunicazione compariva quindi all’interno di una chat riconducibile a una persona conosciuta e fidata.
Secondo gli elementi emersi nella vicenda, dietro alla compromissione ci sarebbe stato un cosiddetto attacco “zero-click”, modalità particolarmente insidiosa perché può consentire di violare un dispositivo o un account senza richiedere necessariamente alla vittima di aprire collegamenti sospetti o scaricare file.
Una volta ottenuto l’accesso al profilo, chi mette in atto la frode può sfruttare i rapporti di fiducia della persona coinvolta, contattando familiari o conoscenti e formulando richieste di denaro apparentemente autentiche.
La vicenda approderà ora davanti al Tribunale di Napoli Nord. Spetterà all’autorità giudiziaria esaminare gli elementi raccolti e stabilire la posizione dell’uomo residente ad Aversa.

