
MADDALONI. Dovrà essere nuovamente valutata una parte della condanna pronunciata nei confronti di un 33enne di Maddaloni, trovato a bordo della propria automobile con un attrezzo in ferro assimilabile a un piede di porco. La Corte di Cassazione ha infatti accolto parzialmente il ricorso presentato dalla difesa, disponendo il ritorno degli atti al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere.
La vicenda risale al 14 ottobre 2024. Durante un controllo, all’interno della vettura dell’uomo venne rinvenuto un bastone di ferro della lunghezza di circa 46 centimetri. Il 33enne spiegò che l’attrezzo gli sarebbe servito per effettuare alcuni lavori alla staccionata della propria abitazione.
Una giustificazione che non era stata ritenuta sufficiente per escludere la responsabilità dell’imputato. Il gup del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere lo aveva quindi condannato al pagamento di un’ammenda di 600 euro per il porto dell’oggetto.
Contro la decisione era stato presentato ricorso in Cassazione dall’avvocato Luca Di Caprio. La difesa aveva sollevato diverse questioni, chiedendo anche la valutazione della particolare tenuità del fatto, il riconoscimento delle attenuanti generiche e l’applicazione dei benefici previsti dalla legge.
La Suprema Corte ha ritenuto corretta la valutazione compiuta sulla presenza dell’oggetto e sulla sua potenziale pericolosità. I giudici di legittimità hanno però individuato una carenza nella motivazione relativa ad alcune richieste avanzate dalla difesa.
In particolare, secondo la Cassazione, pur essendo stata riconosciuta la lieve entità del fatto, non sarebbe stato adeguatamente spiegato il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche e della non menzione della condanna.
Per questo motivo la sentenza è stata annullata limitatamente a tali aspetti. Il procedimento tornerà ora davanti al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, chiamato a pronunciarsi nuovamente sui punti indicati dalla Cassazione.

