
Caserta. Si terranno questa sera alle 19, nella Cattedrale di Caserta, le esequie di Guido Roviello, il clochard di 62 anni deceduto dopo essere stato aggredito e picchiato brutalmente per un debito di appena 50 euro nei giorni scorsi in piazza Sant’Anna. A presiedere la celebrazione sarà monsignor Pietro Lagnese, arcivescovo di Capua e Caserta, che già ieri aveva manifestato la volontà di garantire all’uomo una sepoltura dignitosa. Attraverso il coinvolgimento delle confraternite era stato individuato anche un luogo nel quale tumulare la salma. La famiglia, però, ha scelto diversamente e ha deciso di trasferire il corpo in Germania, dove sarà sepolto.
Guido era una presenza conosciuta e benvoluta in città e, nonostante la condizione di grave marginalità, non era affatto una persona dimenticata. Era solito frequentare la chiesa di Nostra Signora di Lourdes, dove usufruiva anche del servizio mensa. Negli ultimi mesi don Antonello Giannotti, parroco della chiesa, si era inoltre impegnato per trovargli una sistemazione, individuando un posto letto nella vicina Maddaloni. Il 62enne aveva rapporti anche con la Casa dell’Amicizia della Comunità di Sant’Egidio, struttura presso la quale poteva utilizzare i servizi per l’igiene personale. La sua vita era stata già segnata dalla violenza: nel 2019 era stato infatti vittima di un’altra aggressione, riportando diverse fratture.
Per la morte di Roviello rimane detenuto il 40enne di nazionalità rumena, anch’egli senza fissa dimora, individuato e fermato dagli uomini della Guardia di Finanza. Fondamentali per ricostruire quanto accaduto sarebbero stati sia un filmato realizzato con un telefono cellulare sia le immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza presenti nella zona. La vicenda ha riacceso l’attenzione sulla condizione delle persone che vivono ai margini della società. In una nota, il vescovo ha richiamato la necessità di non arrendersi a quella che viene definita la “cultura dello scarto” e di non lasciare spazio all’indifferenza.
Un richiamo che arriva anche alla luce di un’altra recente tragedia che ha coinvolto una persona senza dimora: un cittadino algerino, colpito da un malore e morto in piazza 4 Novembre, un altro luogo simbolico del capoluogo. Due vicende diverse, ma entrambe capaci di riportare al centro il tema della fragilità e della solitudine di chi vive in condizioni di estrema difficoltà.

