
SAN FELICE A CANCELLO/ARIENZO. È terminato ieri il periodo di permesso che ha riportato per circa quindici giorni sul territorio l’ex boss Francesco Massaro, 51 anni, conosciuto con il soprannome di “’o pecuraro”, già figura di vertice dell’omonimo clan e già collaboratore di giustizia.
Massaro, figlio di Clemente Massaro, storico esponente della cosca, avrebbe trascorso queste due settimane soprattutto ad Arienzo, ospite di alcuni familiari, evitando invece di soggiornare nel vico sanfeliciano legato alla storia della famiglia. Durante il periodo di permanenza è stato comunque avvistato in diverse occasioni anche a San Felice a Cancello.
Il permesso prevedeva precise prescrizioni e la sorveglianza dei carabinieri sanfeliciani. L’ex reggente del clan poteva muoversi durante la giornata, ma aveva l’obbligo di rientrare nell’abitazione entro le 19. Una misura che continua ad accompagnare il suo percorso anche nella regione italiana nella quale attualmente risiede.
Il nome di Francesco Massaro è legato a una fase importante della storia criminale dell’area. Dopo l’arresto del padre, avvenuto a metà degli anni Novanta, secondo le ricostruzioni investigative e giudiziarie dell’epoca fu proprio lui ad assumere un ruolo di primo piano nella gestione del gruppo. All’inizio degli anni Duemila arrivò poi il suo arresto e, alcuni mesi più tardi, l’avvio della collaborazione con la giustizia, proseguita per un lungo periodo.
Due finali diversi
Oggi, però, la traiettoria di Francesco Massaro appare diversa da quella del padre Clemente. Il 51enne sembra infatti intenzionato a sfruttare fino in fondo la seconda possibilità che lo Stato gli ha concesso, chiudendo definitivamente con il passato e portando avanti il percorso di reinserimento avviato ormai da anni.
Nei quindici giorni trascorsi tra Arienzo e San Felice a Cancello, Massaro avrebbe mantenuto un comportamento regolare, trascorrendo il tempo prevalentemente con i familiari e rispettando le prescrizioni previste dal provvedimento. Nessun atteggiamento sopra le righe, dunque, ma una permanenza improntata alla normalità.
Diversa resta invece la situazione del padre Clemente Massaro, attualmente detenuto nel carcere di Lanciano, dove sta scontando una condanna legata all’estorsione contestata nell’ambito della vicenda del cantiere del polo scolastico di Santa Maria a Vico. Il 71enne era stato arrestato nell’aprile del 2025, dopo essere rientrato sul territorio alle fine del 2023.
La differenza tra i due percorsi è oggi evidente: mentre Clemente Massaro si trova ancora ristretto in carcere, Francesco sembra voler trasformare questa seconda chance in un vero punto di ripartenza, lasciandosi alle spalle il ruolo avuto nella cosca e guardando a una vita diversa.
Il suo iter sarebbe ormai vicino alle fasi conclusive e non è escluso che, una volta terminati tutti gli obblighi previsti, Massaro possa valutare in futuro un ritorno più stabile nella sua terra d’origine.

