
Caserta. Due medaglie che raccontano talento, sacrificio e anche uno dei grandi paradossi dello sport casertano. Le gemelle Noemi e Antonietta Cesarano hanno lasciato il segno ai Giochi del Mediterraneo, contribuendo al ricco bottino della spedizione azzurra nel nuoto e rilanciando ancora una volta le proprie ambizioni in chiave nazionale.
Noemi Cesarano ha conquistato l’oro nei 1500 metri stile libero, mentre la sorella Antonietta ha centrato il bronzo nei 400 stile libero. Due risultati di prestigio per le atlete casertane, da anni impegnate in un percorso di crescita che punta a portarle stabilmente nel giro della Nazionale maggiore.
Le due sorelle si dividono tra mezzofondo e fondo e stanno ampliando il proprio raggio d’azione anche con le nuove formule di gara, come la Ko Sprint. Risultati che assumono un valore ancora maggiore considerando le condizioni nelle quali sono costrette ad allenarsi.
Il vero paradosso, infatti, è tutto casertano: due talenti capaci di salire sul podio internazionale arrivano da una città che da anni non può contare sul proprio Stadio del Nuoto, ancora chiuso. Una situazione che costringe le Cesarano a continui spostamenti per svolgere una preparazione adeguata.
Un punto di riferimento è diventata la piscina Scandone di Napoli, dove le gemelle riescono spesso ad allenarsi. Proprio in occasione delle premiazioni dei Giochi era presente anche Luca Piscopo, consigliere federale e responsabile dell’impianto napoletano, insieme a Marco Bonifazi.
A seguire quotidianamente il percorso delle due atlete è il tecnico Andrea Sabino, costretto a costruire una programmazione tra Napoli e gli impianti disponibili sul territorio casertano. Per una parte della settimana, infatti, le sorelle devono lavorare anche in piscine da 25 metri della provincia, adattando la preparazione alle strutture a disposizione.
Ed è qui che le medaglie conquistate assumono un significato che va oltre il semplice risultato sportivo. Le Cesarano continuano a crescere nonostante l’assenza nella loro città di una struttura fondamentale per due nuotatrici che aspirano all’alto livello.
Nel movimento italiano, inoltre, da tempo si guarda con attenzione a ciò che potrà accadere alle spalle di una campionessa affermata come Simona Quadarella, soprattutto nelle distanze più lunghe. In attesa della crescita delle giovani provenienti dalla categoria juniores, le due gemelle casertane hanno mandato un segnale importante.
Da Caserta è arrivata, idealmente, una risposta semplice: «Noi ci siamo».
Le medaglie conquistate ai Giochi del Mediterraneo rappresentano dunque un’altra tappa di un percorso ancora tutto da costruire. Con una speranza che riguarda non soltanto il futuro delle due sorelle, ma quello dell’intero movimento natatorio casertano: che ai risultati ottenuti dagli atleti possa finalmente corrispondere anche una svolta sul fronte degli impianti.
Perché continuare a produrre talenti senza poter offrire loro una piscina nella propria città resta un paradosso difficile da spiegare.

