
SAN FELICE A CANCELLO. Clemente Massaro, alias ‘o pecuraro, non è più detenuto nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. Nel corso di questa estate il 71enne è stato trasferito nella Casa circondariale di Lanciano, in Abruzzo, dove proseguirà la sua detenzione.
Un trasferimento significativo, soprattutto considerando il profilo del detenuto e quanto era accaduto dopo il suo ritorno in carcere nell’aprile del 2025.
Già all’epoca dell’arresto aveva destato una certa sorpresa la scelta di condurre Massaro proprio nella struttura penitenziaria di Santa Maria Capua Vetere, quindi a pochissimi chilometri dai territori nei quali per anni il suo nome aveva avuto un peso negli ambienti criminali.
Massaro, infatti, non è un detenuto qualunque. È stato figura apicale del clan che portava il suo cognome ed è stato successivamente collaboratore di giustizia, percorso che gli aveva consentito, dopo oltre cinque lustri lontano dalla Valle di Suessola, di rientrare a San Felice a Cancello nel dicembre del 2023.
I problemi durante la detenzione
La permanenza nel carcere sammaritano, del resto, non è stata completamente tranquilla. Nel corso dei mesi di detenzione Massaro qualche problema lo aveva avuto, circostanze che avevano ulteriormente reso delicata la sua permanenza in un istituto così vicino al territorio di provenienza.
Ora è arrivato il trasferimento.
Il 71enne è stato destinato alla Casa circondariale di Lanciano, struttura che presenta caratteristiche molto differenti proprio per la tipologia di popolazione detenuta che storicamente vi viene ospitata.
Il carcere sorge in aperta campagna, in contrada Villa Stanazzo, a circa cinque chilometri dal centro urbano di Lanciano. Progettato nel 1978, fu costruito a partire dal 1985 e completato alla fine del 1990, entrando in funzione nell’aprile del 1992.
In origine l’istituto era stato pensato per ospitare detenuti condannati per reati legati al terrorismo. Con il venir meno del fenomeno eversivo, la struttura è stata poi utilizzata soprattutto per detenuti appartenenti alla criminalità organizzata e provenienti da altre regioni. Una caratteristica riportata anche nella scheda ufficiale del Ministero della Giustizia.
L’arresto nell’aprile 2025: beccato dai carabinieri della compagnia di Maddaloni
Massaro era tornato dietro le sbarre nell’aprile del 2025 dopo l’indagine condotta dai carabinieri della Compagnia di Maddaloni sull’estorsione ai danni della ditta impegnata nella realizzazione del nuovo polo scolastico di Santa Maria a Vico.
Con lui era stata arrestata anche la compagna Antonietta Sgambato, alias ‘a sparatora.
Il passaggio decisivo dell’inchiesta risale al 21 febbraio 2025, quando un dipendente dell’impresa consegnò una busta contenente circa 3.500 euro. L’incontro, inizialmente previsto all’esterno, si spostò in un bar della zona di via Puoti e proprio le telecamere del locale ripresero Massaro mentre prelevava la busta e successivamente la passava alla compagna.
Secondo l’impostazione accusatoria, quella somma avrebbe rappresentato soltanto una prima tranche: la richiesta complessiva sarebbe stata collegata a una percentuale sull’importo dell’appalto.
La condanna e il verdetto di Appello
In primo grado Massaro è stato condannato a 5 anni, 6 mesi e 20 giorni di reclusione. La vicenda ha avuto poi un ulteriore sviluppo davanti alla Corte di Appello di Napoli: la condanna nei confronti del 71enne è stata confermata, mentre è stata ribaltata la posizione della Sgambato, inizialmente assolta e successivamente condannata a 4 anni e 5 mesi.
La nuova vicenda giudiziaria aveva anche fatto venir meno i benefici dei quali Massaro godeva dopo il percorso di collaborazione con la giustizia.
Quando fu arrestato, infatti, viveva nuovamente a San Felice a Cancello e si trovava ai domiciliari, con la possibilità di uscire durante alcune ore della mattinata.
Un ritorno sul territorio durato poco più di un anno.
Poi l’arresto, il carcere di Santa Maria Capua Vetere e adesso un’altra destinazione.
Clemente Massaro ha lasciato la provincia di Caserta: ‘o pecuraro è ora detenuto nel carcere di Lanciano, istituto nel quale da anni vengono ospitati anche detenuti provenienti da altre regioni e legati alla criminalità organizzata.

