
CASAPESENNA. Valerio Mormile, 25 anni, originario di Casapesenna, non è più detenuto in carcere. Il Tribunale del Riesame di Napoli ha infatti disposto la sostituzione della misura cautelare con gli arresti domiciliari, accogliendo il ricorso presentato dal suo difensore, l’avvocato Nando Letizia.
Il giovane era stato arrestato nello scorso mese di luglio nell’ambito della vasta indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli sulla presunta riorganizzazione della fazione Zagaria del clan dei Casalesi. L’inchiesta coinvolge diversi indagati e ruota attorno alla figura di Costantino Garofalo, ritenuto dagli investigatori il punto di riferimento del gruppo criminale.
Secondo la ricostruzione della Dda, Mormile avrebbe avuto un ruolo nell’attentato dinamitardo avvenuto il 19 febbraio 2026 a Casapesenna. In quella circostanza un ordigno esplose davanti all’abitazione di un cittadino di nazionalità marocchina, provocando ingenti danni e alimentando un clima di forte tensione nella zona.
Gli investigatori collegano quell’episodio a un precedente atto intimidatorio verificatosi alcuni mesi prima. Il 20 ottobre 2025, infatti, alcuni colpi di fucile furono esplosi contro il portone della stessa abitazione, in quello che gli inquirenti ritengono essere stato un primo avvertimento rivolto alla vittima.
Per la Procura antimafia, sia la sparatoria sia il successivo attentato con esplosivo sarebbero riconducibili a un’unica vicenda. Le due azioni, secondo l’impianto accusatorio, sarebbero state organizzate come ritorsione per un diverbio avvenuto pochi giorni prima tra il proprietario dell’abitazione e Costantino Garofalo, indicato dagli inquirenti come il presunto vertice della nuova articolazione criminale.
Con la decisione del Tribunale del Riesame, la posizione cautelare di Mormile viene dunque alleggerita: il 25enne lascia il carcere e proseguirà l’iter giudiziario agli arresti domiciliari, mentre l’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia prosegue per definire le responsabilità dei vari indagati coinvolti nella presunta riorganizzazione del sodalizio criminale.
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