Diplomi a studenti fantasma, sequestri in due scuole: 79 indagati. Due anni nel mirino

MARCIANISE. Un’inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere ipotizza l’esistenza di un presunto sistema finalizzato alla creazione di percorsi scolastici e lavorativi fittizi, con incarichi di insegnamento mai svolti, studenti che non avrebbero frequentato regolarmente le lezioni e documentazione amministrativa ritenuta non corrispondente alla realtà. Nell’indagine risultano coinvolte 79 persone.

Nell’ambito dell’attività investigativa, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale sammaritano ha disposto il sequestro di numerosi diplomi rilasciati negli anni scolastici 2023-2024 e 2024-2025 da due istituti paritari di Caserta e di Marcianise. Il provvedimento cautelare mira a evitare che tali titoli possano essere utilizzati per ottenere vantaggi nelle graduatorie del personale docente e Ata o per altre procedure amministrative.

L’indagine è stata sviluppata dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Caserta, sotto il coordinamento dei pubblici ministeri Oriana Zona e Gionata Fiore della Procura guidata da Pierpaolo Bruni. Le contestazioni formulate, a seconda delle singole posizioni, comprendono i reati di associazione per delinquere, falso e corruzione.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, alcuni aspiranti insegnanti e candidati al personale Ata avrebbero versato somme comprese tra i 3.000 e i 3.500 euro per ottenere contratti di lavoro soltanto formali. Pur risultando assunti e presenti nei registri scolastici, non avrebbero mai svolto attività didattica. L’esperienza lavorativa così certificata avrebbe consentito di incrementare il punteggio utile nelle graduatorie pubbliche di terza fascia, penalizzando chi aveva maturato realmente il servizio. Gli stipendi sarebbero stati accreditati tramite bonifico, ma successivamente il denaro sarebbe stato riconsegnato in contanti agli organizzatori del presunto sistema.

Tra le figure ritenute centrali dagli inquirenti compare Davide Guglielmo De Nunzio, indicato come presunto promotore dell’organizzazione e amministratore di fatto delle due scuole. Secondo l’accusa avrebbe coordinato le assunzioni, la gestione del personale e le modalità di pagamento. Maurizio De Nunzio avrebbe invece collaborato nell’individuazione di docenti disponibili a figurare in servizio senza svolgere lezioni. Tatiana Gravano, legale rappresentante del Future’s Institute, avrebbe gestito gli aspetti amministrativi, predisponendo registri e orari ritenuti fittizi e occupandosi della riscossione delle somme. Vincenzo Iaccarino viene invece indicato quale amministratore di fatt. Agli altri indagati vengono contestati, a vario titolo, compiti legati alla predisposizione delle buste paga, alla compilazione dei registri, alla raccolta del denaro e al reperimento di persone interessate ad acquisire titoli ed esperienze lavorative.

L’inchiesta

L’inchiesta trae origine da una segnalazione trasmessa dall’Inps nel febbraio 2024. I successivi controlli effettuati presso la Soci@l School avrebbero evidenziato una presenza estremamente ridotta di studenti e diverse incongruenze nella documentazione scolastica. Da quel momento la Guardia di Finanza ha avviato ulteriori approfondimenti investigativi, ricorrendo anche a intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali. Gli investigatori ipotizzano inoltre il rilascio di diplomi a studenti che non avrebbero frequentato regolarmente e irregolarità nello svolgimento degli esami di Stato. Tra gli elementi raccolti figurano anche conversazioni intercettate che farebbero riferimento alla creazione di gruppi WhatsApp utilizzati per condividere tracce d’esame e relative soluzioni.

L’inchiesta è tuttora nella fase delle indagini preliminari. Tutte le contestazioni dovranno essere vagliate nelle sedi giudiziarie competenti e le persone coinvolte devono ritenersi innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna. Tra i difensori degli indagati figurano gli avvocati Luca Viggiano, Angelo Raucci, Nicola Russo, Carlo De Stavola e Giuseppe De Rosa.

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