Sistema degli appalti nei Comuni, indagini chiuse per 53. I NOMI

CASERTA. La Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ha notificato gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari nell’ambito dell’inchiesta ribattezzata “Sistema Caprio”, che ipotizza un articolato meccanismo corruttivo legato all’assegnazione di appalti pubblici in diversi comuni dell’Alto Casertano e nel capoluogo. Sono complessivamente 53 le persone coinvolte, tra imprenditori, tecnici, funzionari pubblici e professionisti, destinatarie del provvedimento firmato dal pubblico ministero Anna Ida Capone, passo che precede l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio.

Tra gli appalti finiti sotto la lente degli investigatori figurano interventi nei comuni di Dragoni, Alvignano e Vairano Patenora, oltre alla cosiddetta “variante di piazza della Seta” a Caserta, opera dal valore di circa 2,6 milioni di euro.

Nel registro degli indagati compaiono, tra gli altri, Luigi Caprio, Francesco Caprio, Ubaldo Caprio, Francesco Pio Caprio, Pasquale Caprio, Pasquale Caprio (omonimo e più giovane), Antonella Biasucci, Assunta Trepiccione, Cinzia Filomena Fasulo, Romano Landi, Angelo De Simone, Lorenzo Serino, Antonello Pesa, Fabio Leonetti, Carmine Sorbo, Francesco Paolo Alario, Raffaele Di Caterino, Salvatore Maisto e Vincenzo Izzo, oltre ad altri professionisti, imprenditori e funzionari pubblici coinvolti a vario titolo nell’indagine.

Secondo la ricostruzione della Procura, al centro del presunto sistema vi sarebbero gli imprenditori Luigi, Francesco e Ubaldo Caprio, ritenuti dagli inquirenti promotori di un’organizzazione che avrebbe operato per orientare l’esito delle gare pubbliche attraverso accordi illeciti e condotte corruttive. Le ipotesi di reato contestate comprendono, tra le altre, corruzione e turbata libertà degli incanti. L’inchiesta, avviata dal pubblico ministero Gerardina Cozzolino e successivamente portata avanti dai magistrati Giacomo Urbano e Anna Ida Capone, ipotizza che alcune gare sarebbero state pilotate per favorire società riconducibili alla galassia imprenditoriale dei Caprio.

L’indagine emerse pubblicamente nel 2022, quando i militari della Guardia di Finanza eseguirono numerose perquisizioni su delega della Procura. In quell’occasione vennero sequestrati anche circa 39 mila euro nell’abitazione di Ubaldo Caprio, somma che gli investigatori ritengono collegata a un presunto accordo corruttivo. Secondo l’accusa, le imprese aggiudicatarie degli appalti avrebbero fatto parte di un cartello che si sarebbe avvalso della collaborazione di dipendenti pubblici e professionisti per alterare le procedure di affidamento.

Parallelamente alla chiusura delle indagini resta aperto il capitolo delle misure cautelari. La Procura ha infatti impugnato davanti al Tribunale del Riesame il rigetto della richiesta di provvedimenti restrittivi nei confronti di una trentina di indagati. Il giudice per le indagini preliminari Bottone, pur ritenendo sussistenti i gravi indizi di colpevolezza, aveva escluso l’esigenza di applicare misure cautelari. L’udienza davanti al Riesame è fissata per il mese di settembre.

Nel collegio difensivo figurano, tra gli altri, gli avvocati Giuseppe Stellato, Enrico Napoletano, Vincenzo Maiello, Francesco Picca, Gennaro Iannotti, Mariano Omarto, Romolo Vignola, Antonio Miraglia, Vincenzo Cortellessa, Nicola Leone, Claudio Sgambato, Domenico Della Gatta, Ferdinando Letizia, Fabio Della Corte, Mario Palmirani, Raffaele Mascia e Angelo Leone.

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