Forze dell’Ordine tra violenza subita e trappole mediatiche: il caso di Casagiove e la lezione di Bologna

Casagiove. Momenti di tensione ieri pomeriggio all’esterno del Royal Bar di Casagiove, sulla Nazionale Appia, dove un uomo, in evidente stato di alterazione, dopo aver creato disordini e tentato di introdursi in alcune proprietà private, è stato raggiunto dai Carabinieri della Sezione Radiomobile di Caserta. Durante le operazioni l’uomo ha aggredito i due militari, ferendone uno e danneggiandogli gli occhiali. Al termine di una concitata colluttazione, e con il supporto di alcuni presenti, è stato immobilizzato e fermato. La fase finale dell’accaduto è stata ripresa da un ragazzo straniero col cellulare accusando i militari che stavano facendo del male all’aggressore, quando in realtà è quest’ultimo che ha attaccato con inaudita violenza i carabinieri. Sull’accaduto interviene Paolo Cortese, titolare del Royal Bar, che ha deciso, in merito ai fatti accaduti a Bologna, di fornire la propria testimonianza in difesa delle forze dell’ordine che hanno solo fatto il proprio dovere per il bene della comunità:

“L’operato delle forze dell’ordine torna al centro del dibattito nazionale dopo i fatti di Bologna. Ma per capire cosa significhi davvero gestire la sicurezza sui territori, occorre guardare a episodi di quotidiana professionalità e abnegazione, come quello avvenuto ieri pomeriggio all’esterno del Bar Royal a Casagiove. Un uomo in forte stato di alterazione ha bivaccato e creato disordini per ore, tentando di accedere a proprietà private. Allarmati, abbiamo richiesto l’intervento dei Carabinieri. Giunti sul posto, i due militari della Radiomobile di Caserta hanno cercato in ogni modo la de-escalation verbale, mostrando un autocontrollo esemplare. Di tutta risposta, l’uomo li ha aggrediti con violenza, strappando loro gli occhiali e scaraventando a terra un operatore con mossa fulminea, provocandogli lesioni. Nonostante l’aggressione e la forte resistenza opposta, i Carabinieri non hanno ceduto ad alcuna reazione sproporzionata: insieme all’aiuto di alcuni presenti, sono riusciti a immobilizzare il soggetto in piena sicurezza. Un intervento impeccabile, che merita solo elogio.

 

Proprio mentre l’aggressore veniva bloccato a terra, un passante ha iniziato a girare un video con lo smartphone, riprendendo la scena solo dalla fase finale, senza il contesto dell’aggressione subita dai militari. È qui che il fatto di Casagiove si lega direttamente ai recenti e drammatici avvenimenti di Bologna. Troppo spesso gli interventi di Polizia e Carabinieri vengono giudicati dall’opinione pubblica sulla base di brevi filmati decontestualizzati diffusi sui social. Un frame parziale rischia di trasformare la vittima in carnefice (e il carnefice in povera vittima magari da immolare alimentando processi mediatici e gogne premature verso chi lavora per la nostra tutela). Gli organi d’informazione e i cittadini hanno il dovere morale di valutare i fatti nella loro interezza, basandosi su testimonianze complete e prove oggettive. Ieri a Casagiove abbiamo assistito al coraggio e alla dignità di due servitori dello Stato che hanno difeso la collettività a rischio della propria incolumità. Competenza e alta professionalità hanno contraddistinto anche chi ha redatto i verbali e acquisito le immagini. Al Carabiniere vittima del pestaggio, al quale sono stati rotti gli occhiali, mi sono offerto di ricomprarli e, con grande dignità, mi ha risposto che fa parte del loro lavoro, perché cose del genere non vanno messe in risalto. A loro va il nostro grazie e la nostra totale solidarietà. Manderò a più testate queste mie considerazioni, sperando che vengano pubblicate per stare, almeno una volta, anche dalla parte di chi ci protegge.”

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