
Gricignano d’Aversa. Si consolida il quadro accusatorio dell’inchiesta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli sul presunto progetto di femminicidio commissionato a un gruppo ritenuto vicino al clan Autiero. Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli Nord, infatti, pur non convalidando il fermo d’urgenza eseguito nei giorni scorsi, ha disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti dei cinque indagati.
Tra questi figurano Vincenzo Russo, ritenuto il mandante del delitto, Andrea Autiero, storico capo del clan Autiero, alias “i Scusuti”, Aniello De Luca, Giuseppe Severino e un quinto indagato coinvolto nell’inchiesta.
L’operazione era stata eseguita il 27 luglio dai militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Caserta tra Gricignano d’Aversa e la provincia di Napoli. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di tentato omicidio, pubblica intimidazione aggravata dall’uso delle armi, porto e detenzione abusiva di armi comuni da sparo, con l’aggravante del metodo mafioso.
Secondo gli investigatori, dopo la scarcerazione avvenuta nel 2024, al termine di 33 anni di detenzione, di cui 28 trascorsi in regime di 41-bis, Andrea Autiero avrebbe riorganizzato il sodalizio criminale assumendone nuovamente il ruolo di vertice.
L’inchiesta ha inoltre ricostruito una presunta spedizione punitiva ai danni di un imprenditore e del sindaco di Gricignano d’Aversa, attraverso l’esplosione di colpi d’arma da fuoco contro un bar riconducibile ai familiari del primo cittadino, quale ritorsione per un presunto esposto presentato alle forze dell’ordine.
L’episodio più grave riguarda però il progetto di omicidio di una donna. Per la Procura, Vincenzo Russo avrebbe commissionato l’assassinio della sua ex compagna ad Andrea Autiero, concordando un compenso di 20 mila euro, parte del quale sarebbe già stato versato. Il gruppo avrebbe già individuato gli esecutori materiali e pianificato le modalità dell’agguato.
Secondo gli inquirenti, il movente sarebbe da ricercare nella denuncia presentata dalla donna nei confronti dell’ex compagno per stalking e revenge porn, oltre che in una gelosia ossessiva maturata dopo la fine della relazione.
Pur non convalidando il fermo, il Gip ha ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza e le esigenze cautelari, disponendo la permanenza in carcere dei cinque indagati. Il procedimento resta nella fase delle indagini preliminari e tutti gli indagati sono da ritenersi presunti innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva.

