
CAPUA. Proseguono le indagini della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere su una presunta frode fiscale legata al settore della grande distribuzione organizzata. Nelle scorse ore i militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Caserta hanno eseguito una serie di perquisizioni nell’ambito di un’inchiesta che riguarda i rapporti tra la Multicedi e alcune società operanti nella logistica e nella fornitura di personale.
Al centro dell’attività investigativa vi sono fatture ritenute relative a operazioni inesistenti per un imponibile complessivo di 55.400.579,20 euro e un’Iva pari a 12.170.207,10 euro che, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbe stata utilizzata per ottenere un indebito vantaggio fiscale.
L’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Francesca Saccone, ipotizza che tra il 2019 e il 2024 siano stati utilizzati contratti di appalto ritenuti solo formali, che avrebbero invece celato una presunta somministrazione illecita di manodopera. Secondo gli investigatori, il personale impiegato nei magazzini sarebbe stato gestito direttamente dalla società committente, pur risultando formalmente alle dipendenze delle aziende appaltatrici.
Sempre secondo la ricostruzione della Procura, tale sistema avrebbe consentito di evitare i costi connessi all’assunzione diretta dei lavoratori e, contemporaneamente, di portare in detrazione l’Iva indicata nelle fatture contestate.
Le indagini evidenziano inoltre che una delle società coinvolte, successivamente posta in liquidazione, avrebbe lasciato debiti tributari per oltre 10,2 milioni di euro e debiti previdenziali per circa 836 mila euro, per un’esposizione complessiva vicina agli 11,1 milioni di euro, importo distinto rispetto ai 12,17 milioni di Iva oggetto delle contestazioni fiscali.
Nel corso delle perquisizioni le Fiamme Gialle hanno acquisito contratti, documentazione contabile, corrispondenza e materiale relativo all’organizzazione delle attività logistiche e alla gestione del personale.
L’attività investigativa ha interessato sette immobili tra Lioni, Capua, Pastorano, Pignataro Maggiore e Casagiove, comprese tre strutture situate a Pastorano e un magazzino di circa 12.750 metri quadrati lungo la strada statale Appia, nel territorio di Pignataro Maggiore.
Le contestazioni si trovano attualmente nella fase delle indagini preliminari. Le ipotesi formulate dalla Procura dovranno essere accertate nel corso del procedimento e nel pieno contraddittorio tra le parti. Vale pertanto il principio della presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

