Muore a 10 anni in minimoto, sequestrati i telefoni del padre e dell’automobilista: l’incrocio delle indagini

ARIENZO. Proseguono gli accertamenti della Procura sulla tragedia che nei giorni scorsi ha sconvolto il Vallo di Lauro, dove ha perso la vita il piccolo Cristian Romano, il bambino di 10 anni rimasto coinvolto in un drammatico incidente mentre viaggiava in sella alla sua minimoto lungo via Circuito, nel territorio di Moschiano.

L’inchiesta entra ora in una fase decisiva. Gli investigatori hanno disposto le copie forensi dei telefoni cellulari appartenenti ai due indagati, attività che consentirà di verificare eventuali elementi utili alla ricostruzione dei momenti che hanno preceduto lo schianto. L’analisi dei dispositivi servirà ad accertare, tra le altre cose, eventuali utilizzi dei cellulari o comunicazioni compatibili con l’orario dell’incidente.

Nel registro degli indagati risultano iscritti Vincenzo Guida, 28enne professionista del settore pubblicitario originario di Arienzo, e Gianluca Romano, padre del bambino. Per Guida l’ipotesi di reato è quella di omicidio stradale, mentre al genitore viene contestato il concorso nello stesso reato per le verifiche legate alla vigilanza sul figlio, che stava percorrendo la provinciale a bordo della minimoto mentre era preceduto dall’auto del padre.

Vincenzo Guida è figlio di un ingegnere forense molto conosciuto e stimato e di una dipendente comunale. Manager apprezzato nel settore della comunicazione e della pubblicità, è riconosciuto da chi lo conosce anche per le sue qualità umane. Quel giorno si trovava nel Vallo di Lauro per motivi di lavoro insieme ad alcuni colleghi. I circa 35 chilometri che separano la provincia di Caserta dal luogo della tragedia lo avevano portato su quella strada dove, in un tornante di via Circuito, il suo destino si è incrociato con quello del piccolo Cristian, che era ormai a circa due chilometri dalla propria abitazione.

Un momento fondamentale dell’inchiesta è fissato per lunedì 27 luglio, quando prenderanno il via gli accertamenti tecnici irripetibili affidati all’ingegnere forense Antonio Ciarleglio. Il consulente dovrà ricostruire nel dettaglio la dinamica dello schianto attraverso rilievi scientifici e analisi cinematiche. Tra gli aspetti da chiarire vi sono la velocità dei mezzi coinvolti, la loro posizione al momento dell’impatto e l’eventuale invasione di corsia. La relazione tecnica dovrebbe essere depositata entro circa 75 giorni.

Entrambe le parti hanno già nominato consulenti di fiducia che assisteranno alle operazioni peritali. Guida, difeso dall’avvocato Alfonso Quarto, sarà affiancato dall’ingegnere Fabio Monfreda e dal professor Alfonso Montella. Il padre del bambino, assistito dall’avvocato Raffaele Tecce, ha invece indicato come consulente l’ingegnere Alessandro Lima.

Restano sotto sequestro sia la Jeep sia la minimoto, mentre i carabinieri stanno incrociando rilievi, testimonianze e immagini degli impianti di videosorveglianza della zona. L’indagine è ancora nella fase preliminare e saranno gli esiti delle consulenze tecniche e degli ulteriori approfondimenti investigativi a definire con precisione eventuali responsabilità nella tragedia che ha profondamente colpito due comunità.

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